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Archive for June, 2011

Flatlandia – libro di Edwin Abbott sulle infinite possibilità dell’universo

June 20th, 2011 No comments

Flatlandia, libro di Edwin Abbott (scrittore, professore e teologo inglese del XIX secolo), è un libro molto particolare e assolutamente indefinibile, in quanto non inseribile in nessun genere predefinito. Si tratta di una satira allegorica che usa la geometria come strumento per cercare di fare capire ai lettori la limitatezza delle loro vedute.

Flatlandia è un universo in due dimensioni, in cui gli abitanti sono figure geometriche che vanno dalle linee a poligoni da moltissimi lati. Questo mondo immaginario è organizzato in maniera simile all’Inghilterra vittoriana del tempo di Abbott: la società è rigidamente gerarchica ed organizzata a seconda della ampiezza degli angoli posseduti, più una creatura aveva lati (e quindi angoli ampi) e più era importante, come nel mondo reale chi nasceva in famiglie nobili o ricche era in cima alla piramide.

La terra di Flatlandia voleva essere una critica di quella società ingiusta ed arrogante, del darwinismo sociale che teorizzava il predominio del più forte sul più debole e giustificava i sopprusi e le iniquità, sia con l’idea che quello era il progresso, e che esso era l’unico metro di giudizio con cui si potesse giudicare cosa è buono o cattivo, sia con la vaga promessa della possibilità di un avanzamento sociale per i poveracci, a patto che stessero buoni e non intralciassero la marcia trionfale della tecnologia e della scienza. Le donne poi, che in Flatlandia sono delle linee (e quindi non possono formare angoli), sono degli esseri inutili e impotenti, che hanno bisogno costante di protezione dall’uomo, perchè la seconda parte dell’800 è il periodo del trionfo della borghesia, e le donne borghesi avevano come segno distintivo il fatto che non lavorassero (e nemmeno studiassero o facessero nient’altro che stare in casa con la servitù).

Il libro di Flatlandia si potrebbe accompagnare bene con quello di Hobsbawm sul trionfo della borghesia, che descrive magnificamente quel periodo storico che in Flatlandia viene deriso.
Tuttavia limitarsi a queste considerazioni di carattere storico e sociologico sarebbe riduttivo. Il quadrato protagonista della storia incontra una sfera, che gli fa capire che esiste anche un universo in tre dimensioni, ma quando il quadrato si sofferma a pensare al fatto che potrebbero esistere universi anche con quattro o cinque dimensioni la sfera lo blocca dicendo che il mondo è a tre dimensioni e basta. In questo sta il senso profondo del libro, non tanto nella critica del periodo vittoriano e della borghesia, quanto nel cercare di far comprendere la limitatezza dei nostri sensi e delle nostre visioni.

Abbott era un teologo ed un uomo di fede, e la fede consiste nel credere in ciò che non si può vedere coi propri occhi e che la Chiesa non può dimostrare scientificamente. A quel tempo, forse ancora più di oggi, chi ridicolizzava gli uomini di fede sostenendo l’idea di un materialismo assoluto, dell’importanza della sola ragione e dell’inesistenza di Dio e dell’anima, veniva applaudito e considerato “moderno”; Abbott invece vuole mostrare come questo tipo di punto di vista sia miope, come sia solo una negazione di tutto quello che non è visibili, quantificabile e prevedibile.
Certo il significato del libro di Flatlandia è anche che questo tipo di approccio mentale alla realtà, oltre ad essere sbagliato perchè falso, crea anche una società ingiusta, e quindi non è solo un problema di filosofia o di fisica, ma è soprattutto sociale e morale.

Abbott era un pedagogo, e il più grande insegnamento che si possa dare ai giovani è di non essere mai convinti di sapere tutto, o di poter sapere tutto, o di poter sapere abbastanza da non aver più bisogno di imparare, ci sono sempre orizzonti impensati e inesplorati, alcuni terribili ed altri bellissimi, che aspettano solo di essere scoperti. I giovani devono prima rendersi conto di come la società in cui sono nati a creato per se stessa e per loro dei paletti, dei recinti, dei muri e dei fossati, perchè solo rendendosi conto di quelle false premesse e promesse in cui sono cresciuti potranno diventare dei veri uomini, capaci di non fermarsi all’apparenza e in grado di cambiare il mondo e renderlo migliore, capendo che il modo in cui si vive oggi non è l’unico modo possibile, e la struttura in cui è organizzata la nostra società e la nostra vita è solo una delle innumerevoli strutture possibili.

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English in viaggio – L’inglese in viaggio con John Peter Sloan

June 17th, 2011 No comments

Questo secondo libro (dopo Instant English già recensito qui) di John Peter Sloan per imparare l’inglese è un manuale specifico per cavarsela durante i viaggi all’estero comunicando in inglese.

Se è difficile imparare la grammatica, ricordarsi i vocaboli, o capire quello che dicono gli attori in un film scaricato da internet, è ancora più difficile capire la lingua viva, parlata a velocità normale (cioè molto veloce), senza la possibilità di avere i sottotitoli o di poter tornare indietro e riascoltare il filmato. Tuttavia il fatto di essere immersi nella lingua, di sentirla parlare sempre e di essere costretto a parlarla, è sicuramente il modo migliore per imparare una lingua straniera, che sia l’inglese o qualunque altra, la difficoltà sta soprattutto nell’avere il coraggio di iniziare e buttarsi anche quando si è ancora insicuri e non si conosce molto bene l’inglese.

Questo libro viene in aiuto di tutti quelli che vogliono andare in Inghilterra, Stati Uniti, Canada o altri paesi anglofoni (o anche altri paesi di cui non conoscete la lingua locale come Cina, Giappone e Thailandia), in modo da fornire una base per la sopravvivenza all’estero, per sapere le cose fondamentali da dire e da fare. Alla fine non si è in una classe di inglese dove la maestra ti interroga e rischi di prendere un brutto voto, l’importante è farsi capire e riuscire a sbrigarsela nelle situazioni più importanti come all’aeroporto o in stazione quando bisogna prendere l’aereo o il treno e non si sa dove andare e si rischia di perderlo, o all’albergo quando bisogna chiedere la camera o ordinare la colazione.

La lista degli argomenti affrontati è questa:

  • Prepositions
  • Bagagli smarriti
  • The Police station
  • Bookings
  • Train Tickets
  • Booking a Hotel
  • At the Hotel
  • Car hire

Certo non è che sia una lista molto lunga ed esaustiva, ma del resto i problemi e le necessità che potreste avere in vacanza sono innumerevoli e quindi non basterebbe comunque solo un libro per elencarli tutti. Oltre al libro poi su un sito internet potete trovare l’audio delle frasi sul libro, in modo da non avere dubbi sulla pronuncia delle parole senza dover neanche pagare di più per un cd o dvd incluso nel libro.

English in viaggio di John Peter Sloan costituisce un buon punto di inizio per farsi qualche base ed avere un po’ più di fiducia in se stessi, sentendosi più pronti per andare all’estero, infatti per molte persone il problema maggiore nell’imparare l’inglese, o qualunque altra lingua, è che si vergognano a parlarlo, soprattutto davanti a delle persone madrelingua che lo conoscono perfettamente e colgono subito eventuali errori o accenti sbagliati, e non parlandolo mai non si sentono mai in grado di affrontare delle conversazioni, figuriamoci di fare un viaggio in un paese straniero dove devi mangiare, dormire, spostarti, e puoi avere problemi come incidenti, litigi, guai con la polizia o con altre autorità, e tante altre cose.

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L’educazione e la scuola secondo Don Milani

June 15th, 2011 No comments

Da bestia si può diventare uomini e da uomini si può diventare santi: Ma da bestia a santi con un solo passo non si può diventare.
Don Lorenzo Milani, Da "Esperienze pastorali"

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Questa è una delle frasi più belle e significative di don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana che con la sua testardaggine si è guadagnato di dirito un posto nella storia italiana del ventesimo secolo.

Don Milani era molto critico verso la Chiesa, e soprattutto verso la distanza di questa dal popolo, perchè dopo essere stato mandato a Barbiana, un paesino di qualche casa sparsa sull'appennino toscano, vide come la gente di cui avrebbe dovuto occuparsi viveva nella povertà e nell'ignoranza. I bambini, tutti figli di pastori, non avevano tempo da perdere perchè dovevano aiutare in casa e lavorare, e così senza praticamente nessuna istruzione (c'era solo una scuola elementare) avrebbero continuato a fare i pastori anche loro, oppure spinti dalla fame sarebbero emigrati a Firenze come disoccupati in cerca di un lavoro qualunque.
Fu così che don Milani decise di creare una scuola per i bambini nella chiesa, insegnandogli italiano, matematica, inglese, storia, ed evitando di parlare di religione.

Per questo venne criticato da molti che dicevano che avrebbe dovuto attenersi ai suoi doveri di sacerdote invece di fare il mestro, e la risposta di don Milani era quella citata qui sopra: perchè se gli uomini sono ignoranti, se non hanno speranze per il futuro, se vivono isolati e fuori da una comunità in cui possono crescere umanamente, socialmente e moralmente, i preti non servono a nulla di più che celebrare matrimoni e funerali. E la Chiesa, con i suoi vescovi con gli anelli d'oro e i soldi che riceve dallo stato italiano e dalla carità dei fedeli, dovrebbe preoccuparsi prima di tutto di questo, soprattutto nei posti più sperduti dove l'ignoranza e la mancanza di scuole è maggiore, e dovrebbe farlo gratuitamente tramite i preti, non con scuole private a pagamento.

La Chiesa ha sempre mantenuto il potere tenendo la gente nell'ignoranza. Dopo che è stata l'unica depositaria della cultura classica nell'alto medioevo, una volta preso il potere la Chiesa trasformò il popolo in gregge da condurre dove voleva lei. Con la nascita dello stato moderno esso ha preso il posto della Chiesa nell'educazione, e la Chiesa non si è ancora oggi arresa a questo e continua a fare "concorrenza" allo stato con le sue scuole, paradossalmente però le scuole della Chiesa, che dovrebbe aiutare i più poveri e deboli, sono a pagamento, mentre le scuole statali sono gratuite. La diffidenza della Chiesa verso un popolo acculturato, che sappia riflettere e giudicare, non è ancora tramontata, e così preferisce ancora puntare sulla forza della superstizione che sul ragionamento, non capendo che se Galileo e tutti quelli che lo hanno seguito ha così danneggiato la Chiesa, non è stato perchè ha dimostrato che quello che era scritto nella Bibbia non era vero, ma perchè la Chiesa ha per secoli negato anche l'evidenza, non ammettendo di essersi sbagliata. Certo è vero che ammettendo un errore avrebbe anche ammesso di non essere infallibile, e quindi le si sarebbe potuta contestare qualunque altra idea, ma è comunque più credibile un prete che ha commesso qualche errore rispetto ad uno che vuole solo aver ragione a tutti i costi e non ammette alcuna critica.

Don Milani è stato un grande personaggio, certo oggi molti dei problemi di cui parlava non ci sono più: non c'è, se non in casi rari, quella povertà di Barbiana, tuttavia anche i ragazzi che vanno a scuola sono sempre più ignoranti; non ci sono più gli scontri tra comunisti e fascisti; non c'è più una scuola autoritaria che boccia i più sfortunati, ma c'è una scuola che promuove gli ignoranti dopo non essere stata capace di insegnargli nulla. E poi al di là dei problemi affrontati ciò che è importante in don Milani è il modo in cui ha organizzato la sua comunità di studio a Barbiana: studiando tutti insieme, discutendo, e scrivendo insieme anche i libri; ed anche gli ideali che erano alla base della sua vita: il cercare di servire gli altri, di migliorarne le condizioni morali e materiali, di offrire come alternativa al comunismo non un cieco anatema ma l'uso della ragione per trovare delle soluzioni alternative un po' meno drastiche, ma senza negare i problemi posti dai comunisti od affidarsi alla divina provvidenza per risolverli.

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L’Antologia di Spoon River – poesie di Edgar Lee Masters

June 14th, 2011 No comments


Non avete mai pensato che la libertà individuale
è la libertà della mente,
non la libertà del ventre?


Dare un significato alla vita può sortire follia,
ma la vita senza significato è la tortura
dell’irrequietezza e del desiderio vago
è una nave che anela il mare eppure lo teme

L’antologia di Spoon River è stata una delle più grandi opere di poesia del ventesimo secolo, creata dall’americano Edgar Lee Masters un secolo fa.
Il libro è una raccolta di poesie in cui si descrivono i morti del cimitero di questa ipotetica città di Spoon River, parlando delle passioni che hanno caratterizzato la loro vita, dei loro peccati, dei loro rimpianti o della pace trovata dopo la morte, della falsità della gente e della vanità della vita.

Non è un caso che le cose migliori che l’America ha prodotto siano sempre state contrarie alla sua cultura dominante: oggi gli americani sono orgogliosi ad esempio di Martin Luther King, ma quando era vivo rappresentava per molti americani una vergogna per come mostrava l’ipocrisia della libertà della società americana, che in realtà negava la dignità alla metà della sua popolazione solo per il colore della sua pelle. La cultura americana è bellicista, individualista, anarchica nel senso peggiore del termine (cioè non nel senso della critica al potere e della libertà intellettuale, ma del diritto di ognuno a farsi gli affari propri senza essere disturbato dal governo, capitalista fino all’estremo di sacrificare alla libertà del mercato la vita degli individui che al mercato si devono piegare).
L’antologia di Spoon River, con poesie pacifiste, contro il capitalismo che fa l’interesse dei più ricchi e rovina il popolo, contro il clero troppo ipocrita e attaccato ai beni e alle passioni terrene, contro l’eccessivo interesse per la materialità, perchè alla fine tanto dopo la morte tutto quello che abbiamo passerà a qualcun altro, e ciò che resterà e ci rimarrà sarà solo ciò che siamo stati e ciò che abbiamo fatto, era rivoluzionaria anche per quell’epoca, in cui Ford incominciava la produzione in serie della Ford T, la prima macchina per le persone comuni, e in cui di lì a qualche anno sarebbero arrivati i supermercati e i centri commerciali; ma ancora più rivoluzionaria è oggi nel mondo del consumismo sfrenato, delle guerre globali (che sarebbe meglio definire massacri globali), del materialismo più freddo e ignorante.

L’importanza delle poesie dell’antologia di Spoon River sta nella loro semplicità, sono scritte in una lingua facilmente accessibile a tutti, sono comprensibili e moderne, e tutte, in un modo o nell’altro, parlano del senso della vita, di ciò per cui una vita merita o non merita di essere vissuta. Tutti gli uomini, chi più chi meno, hanno commesso e commettono certi errori dei personaggi del libro di Edgar Lee Masters: c’è chi non trova il coraggio di vivere, chi è diventato famoso ed ora tutti i giornali parlano delle sue relazioni, ma poi da morto sarà dimenticato, chi è un imprenditore e specula facendosi dare soldi dai piccoli risparmiatori per poi dichiarare fallimento, cho vive con una moglie o un marito che odia ma non ha il coraggio di lasciare, chi si nasconde per paura dei pregiudizi della gente, e chi non si nasconde e per i pregiudizi vive in miseria. Tutti possiamo trovare qualche nostro difetto da correggere, qualche atteggiamento che ci fa solo stare male, che ferisce gli altri, che ci fa perdere tempo, che ci impedisce di essere felici, ed è particolarmente efficace sentire delle persone ormai morte, che non possono più tornare indietro, parlare di questi argomenti, perchè se anche noi proseguiremo sulla nostra strada un giorno saremo anche noi nella tomba in quel modo.

Il miglior modo per capire se ciò che siamo e ciò che facciamo è giusto è pensare se saremmo contenti di morire vivendo in questo modo, se vorremmo essere ricordati per ciò che stiamo facendo; se non è così, allora vuol dire che stiamo sbagliando tutto, anche se ci diciamo magari che è solo un periodo, che adesso non abbiamo tempo ma in futuro sarà diverso, che dobbiamo pensare ai soldi e a guadagnare adesso e una volta fatti i soldi potremmo pensare ad altro, che prima dobbiamo aspettare che i figli crescano e intanto dobbiamo solo occuparci di loro. Questo non solo perchè potremmo anche morire oggi, ma anche perchè non è detto che poi troveremo il tempo per fare od essere quello che vogliamo: ad esempio la prostituta che dice di volersi prostituire solo per qualche tempo per fare un po’ di soldi si può abituare a spendere tanto, o può incominciare a drogarsi ed avere sempre bisogno di soldi, continuando a prostituirsi fino a che non diventa vecchia; oppure la madre che vive solo per il suo bambino potrebbe rimanere incinta altre due o tre volte, e quando anche l’ultimo bambino è cresciuto potrebbe essere già arrivato il primo nipotino, così questa donna potrebbe finire per non avere mai la possibilità di pensare a se stessa come individuo, e alla sua vita come qualcosa di più che occuparsi e sacrificarsi continuamente per dei bambini.

L’antologia di Spoon River fu a lungo vietata in Italia, perchè per il fascismo le idee antimilitariste e anticonformiste erano pericolose e contrarie ad una società fascista; nell’epoca fascista del resto gli inni patriottici ed al duce erano l’unica forma di “poesia” accettata dal regime, infatti proprio allora si sviluppò l’ermetismo, che era un tentativo degli scrittori italiani di nascondersi dalla censura. Forse le uniche poesie che per schiettezza possono ricordare quelle di Edgar Lee Masters in Italia sono quelle di Belli e Trilussa, purtroppo la semplicità e l’immediatezza non hanno mai fatto parte della cultura letteraria italiana, sia in prosa che in poesia, e non solo durante il fascismo.