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Bhagavad Gita – Come realizzare se stessi

La Bhagavad Gita (o Bhagavadgītā, o Bagavad Gita) è il più popolare poema indiano, scritto con l'obiettivo di mostrare agli uomini come realizzare se stessi. Facente parte del Mahābhārata, il più grande poema epico della tradizione indiana, è soprattutto letto come opera a sé. La Gita, come viene di solito chiamata per brevità, è un'opera di carattere religioso e filosofico in forma poetica. L'interpretazione spirituale della Bhagavad Gita deve essere connessa con la società dei tempi in cui è stata scritta: poco dopo l'epoca dei due grandi riformatori Mahavira (fondatore del jainismo) e Buddha, l'induismo era indebolito. Molti si erano convertiti alle nuove religioni, e a parte quello le critiche fatte alle dottrine classiche della religione vedica erano pesanti e pericolose: il rifiuto dei sacrifici animali che erano alla base dell'induismo, il rifiuto alle divisioni castali, il vivere una vita ritirata e spesso nel celibato, quindi senza creare degli eredi per la famiglia, ed in generale la maggior spiritualità di jainismo e buddhismo metteva in luce la meccanicità e la freddezza del vecchio induismo, per il quale bastava che compissi i tuoi doveri di casta e i sacrifici, senza bisogno di avere alcuna morale, come un puro scambio commerciale con la divinità a cui tu fai un sacrificio e lei obbligatoriamente deve darti una ricompensa (visione questa frutto delle origini magiche dei veda, per cui erano non tanto preghiere per chiedere aiuto agli dei, ma formule magiche e riti per obbligarli ad aiutarti).

La Bhagavad Gita invece si pone su un piano superiore, su un piano spirituale e morale, e cerca di rispondere alle critiche di Mahavira e di Buddha giustificando il modo di vivere proprio dell'induismo, quindi sottolineando l'importanza di compiere i doveri della propria casta, minimizzando il fatto che si possa uccidere o rimanere uccisi, e criticando coloro che invece di vivere si tirano indietro rifugiandosi in meditazione al di fuori della società.

La Gita insegna pure che non è necessario rinunciare al mondo. Non vi dev'essere alcun vero conflitto fra vita ordinaria e vita spirituale: tutto quel che è necessario è agire liberi da attaccamento.
(Jean Campbell Cooper)

La Gita è un dialogo tra Krishna e Arjuna, nel momento in cui prima di iniziare la battaglia contro i suoi parenti e amici Arjuna ha dei dubbi e non vuole andare perchè non vuole ucciderli. Krishna, reincarnazione di Vishnu e simbolo dell'atma, l'anima universale che pervade tutto ciò che esiste, lo rassicura e ribatte a tutte le sue obiezioni cercando di mostrargli la strada giusta da seguire, quelle del Karma Yoga (cioè il "sentiero dell'azione"), Jñāna Yoga, Raja Yoga e Bhakti Yoga.

La Bhagavad Gita è un'opera fondamentale del sapere umano, ed ha ispirato molte persone in India (come ad esempio Ghandi, che sulla Gita scrisse un libro),  nonostante sia un libro che affronta temi della tradizione induista se accompagnato da un buon commento può essere letto da tutti.

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