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Archive for the ‘Citazioni’ Category

Carlo e Nello Rosselli vissuti e morti per la libertà

July 6th, 2011 No comments
Carlo e Nello Rosselli. Giustizia e Libertà. Per questo morirono. Per questo vivono.
(Epitaffio riportato da Piero Calamandrei sulla lapide di Carlo e Nello Rosselli, cimitero di Trespiano, Firenze) 

Carlo e Nello Rosselli furono due famosi (a quel tempo) socialisti ed antifascisti, finiti prima in esilio a Parigi con l'avvento del fascismo e poi uccisi nel 1937 da elementi dell'estrema destra. Sono stati tra i maggiori esponenti dell'antifascismo, e si attribuì a Mussolini l'ordine di ucciderli, probabilmente sbagliando perchè Mussolini non era il tipo da far assassinare gli avversari politici, e poi non costituivano certo un pericolo per il suo potere, ancor meno in quel momento in cui godeva del massimo supporto della popolazione.

Non occorre qui ripercorrere la vita, le idee, e le lotte dei fratelli Rosselli, potete guardare la pagina linkata sopra di Wikipedia che li riguarda. La citazione qui sopra non è in un libro ma è il loro epitaffio, e di tutti gli epitaffi che sono stati scritti o possono essere inventati credo sia uno dei più belli, ogni Uomo dovrebbe desiderare di poter essere ricordato in questo modo.

Oggi i fratelli Rosselli sono stati dimenticati, ma del resto oggi si è dimenticato tutto quanto quindi la cosa non fa testo, questo sito serve soprattutto per trovare degli spunti e delle idee, dei personaggi e degli avvenimenti in cui molto difficilmente vi capiterà di imbattervi guardando la televisione o leggendo gli ultimi best seller.

Questi sono alcuni libri sui fratelli Rosselli:

 

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Frasi di Gandhi – Aforismi e citazioni del Mahatma

June 23rd, 2011 No comments

Alcune citazioni di Gandhi prese da Wikiquote:

Il genere umano può liberarsi della violenza soltanto ricorrendo alla non-violenza. L’odio può essere sconfitto soltanto con l’amore. Rispondendo all’odio con l’odio non si fa altro che accrescere la grandezza e la profondità dell’odio stesso. (da Harijan, 7 luglio 1947; citato in Ernesto Balducci, Gandhi, Edizioni Cultura della Pace, Firenze 1988, p. 183)

La non-violenza non prende il potere, non lo desidera neanche. È il potere che va verso di lei. (citato in George Woodcock, Gandhi, Mondadori, 1990, p. 113)

Per una scodella d’acqua, rendi un pasto abbondante; per un saluto gentile, prostrati a terra con zelo; per un semplice soldo, ripaga con oro; se ti salvano la vita, non risparmiare la tua. Così parole e azione del saggio riverisci; per ogni piccolo servizio, dà un compenso dieci volte maggiore: chi è davvero nobile, conosce tutti come uno solo e rende con gioia bene per male. (da L’arte di vivere)

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.

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Quando non avete niente su cui scrivere o niente da leggere andate su Wikiquote e cercate a caso qua e là le citazioni di qualche personaggio famoso, o anche di qualcuno che non avete idea di chi sia, è facile trarre ispirazione così.

Gli aforismi di Gandhi sulla non violenza, la pace, l’amore ed il cambiare il mondo assumono un suono strano nel mondo moderno, in cui chi vive nei paesi ricchi ha dimenticato cosa sia la guerra, e la pace la dà come una cosa scontata, e al tempo stesso guarda in televisione i bombardamenti della nato come se stesse vedendo un film.
Gli italiani soprattutto sono campioni di questa sensibilità scombinata e patologica: si rivoltano perchè un terrorista di 30 anni fa viene lasciato libero, vanno a portare fiori sui luoghi dei delitti eccellenti come quello di Avetrana, ma non dicono e non provano niente quando decine di migliaia di persone vengono uccise dai propri militari, con portaerei nelle proprie acque, e con soldi delle proprie tasse. I morti causati da Battisti sono morti e basta, e lui ormai è inoffensivo, i morti in Libia invece potrebbero essere evitati se si facesse qualcosa, ma non c’è nessuna sensibilità, nessun vero sentimento, la gente ormai sembra che riesca a commuoversi solo davanti ai film e alle storie dei telegiornali, non ha una vita vera né pensa di poter avere alcuna influenza sulla vita reale, molti temo non abbiano neanche idea che esista una vita reale, in cui altre persone combattono, soffrono e muoiono.

Già 70 anni gli insegnamenti di Gandhi erano difficili da seguire, perchè occorrevano degli uomini puri e forti, convinti del fatto che stavano lottando per una causa giusta e che la non violenza avrebbe potuto evitare inutili bagni di sangue. Purtroppo gli esperimenti di Gandhi sostanzialmente fallirono, perchè laddove lui era presente riusciva a controllare la folla e impedirgli di rispondere alle provocazioni degli inglesi, ma negli altri raduni di protesta, senza la sua guida carismatica, c’era sempre qualcuno che prima o poi dava il via alla violenza, causando così la reazione dei militari inglesi e trasformando il tutto in una carneficina.

Perchè la non violenza è una tecnica che richiede grande padronanza di se stessi e conoscenza del mondo, bisogna essere fermamente convinti di non voler fare del male a nessuno, e si deve avere un obiettivo importante da raggiungere per cui può valere la pena di sacrificare la propria vita.
Così quando leggete gli aforismi di Gandhi ricordatevi che sono parole dette da un vero uomo per veri uomini.

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L’educazione e la scuola secondo Don Milani

June 15th, 2011 No comments

Da bestia si può diventare uomini e da uomini si può diventare santi: Ma da bestia a santi con un solo passo non si può diventare.
Don Lorenzo Milani, Da "Esperienze pastorali"

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Questa è una delle frasi più belle e significative di don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana che con la sua testardaggine si è guadagnato di dirito un posto nella storia italiana del ventesimo secolo.

Don Milani era molto critico verso la Chiesa, e soprattutto verso la distanza di questa dal popolo, perchè dopo essere stato mandato a Barbiana, un paesino di qualche casa sparsa sull'appennino toscano, vide come la gente di cui avrebbe dovuto occuparsi viveva nella povertà e nell'ignoranza. I bambini, tutti figli di pastori, non avevano tempo da perdere perchè dovevano aiutare in casa e lavorare, e così senza praticamente nessuna istruzione (c'era solo una scuola elementare) avrebbero continuato a fare i pastori anche loro, oppure spinti dalla fame sarebbero emigrati a Firenze come disoccupati in cerca di un lavoro qualunque.
Fu così che don Milani decise di creare una scuola per i bambini nella chiesa, insegnandogli italiano, matematica, inglese, storia, ed evitando di parlare di religione.

Per questo venne criticato da molti che dicevano che avrebbe dovuto attenersi ai suoi doveri di sacerdote invece di fare il mestro, e la risposta di don Milani era quella citata qui sopra: perchè se gli uomini sono ignoranti, se non hanno speranze per il futuro, se vivono isolati e fuori da una comunità in cui possono crescere umanamente, socialmente e moralmente, i preti non servono a nulla di più che celebrare matrimoni e funerali. E la Chiesa, con i suoi vescovi con gli anelli d'oro e i soldi che riceve dallo stato italiano e dalla carità dei fedeli, dovrebbe preoccuparsi prima di tutto di questo, soprattutto nei posti più sperduti dove l'ignoranza e la mancanza di scuole è maggiore, e dovrebbe farlo gratuitamente tramite i preti, non con scuole private a pagamento.

La Chiesa ha sempre mantenuto il potere tenendo la gente nell'ignoranza. Dopo che è stata l'unica depositaria della cultura classica nell'alto medioevo, una volta preso il potere la Chiesa trasformò il popolo in gregge da condurre dove voleva lei. Con la nascita dello stato moderno esso ha preso il posto della Chiesa nell'educazione, e la Chiesa non si è ancora oggi arresa a questo e continua a fare "concorrenza" allo stato con le sue scuole, paradossalmente però le scuole della Chiesa, che dovrebbe aiutare i più poveri e deboli, sono a pagamento, mentre le scuole statali sono gratuite. La diffidenza della Chiesa verso un popolo acculturato, che sappia riflettere e giudicare, non è ancora tramontata, e così preferisce ancora puntare sulla forza della superstizione che sul ragionamento, non capendo che se Galileo e tutti quelli che lo hanno seguito ha così danneggiato la Chiesa, non è stato perchè ha dimostrato che quello che era scritto nella Bibbia non era vero, ma perchè la Chiesa ha per secoli negato anche l'evidenza, non ammettendo di essersi sbagliata. Certo è vero che ammettendo un errore avrebbe anche ammesso di non essere infallibile, e quindi le si sarebbe potuta contestare qualunque altra idea, ma è comunque più credibile un prete che ha commesso qualche errore rispetto ad uno che vuole solo aver ragione a tutti i costi e non ammette alcuna critica.

Don Milani è stato un grande personaggio, certo oggi molti dei problemi di cui parlava non ci sono più: non c'è, se non in casi rari, quella povertà di Barbiana, tuttavia anche i ragazzi che vanno a scuola sono sempre più ignoranti; non ci sono più gli scontri tra comunisti e fascisti; non c'è più una scuola autoritaria che boccia i più sfortunati, ma c'è una scuola che promuove gli ignoranti dopo non essere stata capace di insegnargli nulla. E poi al di là dei problemi affrontati ciò che è importante in don Milani è il modo in cui ha organizzato la sua comunità di studio a Barbiana: studiando tutti insieme, discutendo, e scrivendo insieme anche i libri; ed anche gli ideali che erano alla base della sua vita: il cercare di servire gli altri, di migliorarne le condizioni morali e materiali, di offrire come alternativa al comunismo non un cieco anatema ma l'uso della ragione per trovare delle soluzioni alternative un po' meno drastiche, ma senza negare i problemi posti dai comunisti od affidarsi alla divina provvidenza per risolverli.

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Come si diventa un uomo buono per Platone

June 3rd, 2011 No comments

Tutti quanti gli uomini sono buoni nella stessa maniera: infatti, diventano buoni, venendo in possesso delle medesime cose.
(Socrate nel “Menone” di Platone)

Nel Menone Platone esprime questa idea per cui la bontà dell’uomo non è qualcosa che sia riservata per nascita ad alcuni e ad altri no, ma è una conseguenza delle doti intellettuali possedute da tutti gli esseri umani.

Il Menone si accentra sul tema della insegnabilità della virtù, e Socrate sostiene che la virtù è insegnabile perchè al mondo non esiste niente di buono in assoluto, tutto ciò che esiste se usato in modi o quantità o momenti sbagliati può essere dannoso, quindi la virtù deve consistere nella ragionevolezza, nella capacità di saper capire quando qualcosa è appropriato o no, o quando un ragionamento è sensato e vero o non è invece una nostra opinione sbagliata o illusione.

Dato che la ragione è una dote comune a tutti gli uomini chiunque può imparare a diventare buono, basta che capisca come usare la ragione per discriminare le idee che gli vengono in mente scegliendo quelle buone e scartando quelle cattive. Può sembrare alla fine una idea molto semplice e perfino banale, ed in effetti è essenzialmente così, nonostante tutti i ragionamenti e le possibili confutazioni che Platone ci mette intorno, ma nel vivere la vita è facile dimenticarsene: le guerre per “portare la democrazia” in medioriente, ad esempio, sono state fatte tutte col presupposto che gli arabi sono esseri subumani incapaci di governarsi da soli bene, quindi bisogna imporgli un buon governo con la forza; oppure chi ha un figlio spesso, invece di cercare di insegnargli perchè è meglio fare o non fare certe cose, si limita o a lasciarlo libero di fare quello che vuole, o a sgridarlo e punirlo dicendogli cosa deve o non deve fare; o semplicemente tutte quelle volte in cui pretendiamo di avere ragione e basta, senza concedere a nessuno di mettere in dubbio quanto diciamo.

Questa idea di Platone è tipicamente illuminista, anche se Platone amava anche la poesia e non pensava che la ragione dovesse dominare totalmente l’uomo come la Dea Ragione di Voltaire, né avrebbe mai ritenuto sensata l’idea positivista per cui grazie alla ragione l’umanità procederà sempre in un progressivo miglioramento delle sue condizioni. Oggi l’illuminismo solo apparentemente è una delle cause storiche da cui ha origine il mondo moderno, in realtà gli uomini di oggi non hanno niente dell’età dei lumi: bombardano popolazioni innocenti dicendo che lo fanno per proteggere la loro vita, distruggono l’ambiente indiscriminatamente perchè l’economia ogni anno deve crescere di qualche punto percentuale, si fanno influenzare dalla pubblicità al punto di comprare macchine che costano decine di migliaia di euro, oppure comprano l’iphone solo per fare vedere che ce l’hanno, anche se magari non lo usano mai.
Se l’uomo moderno si fermasse un attimo a riflettere ci sarebbe la più grande rivoluzione della storia, e la politica, l’economia e la società crollerebbero.

Questo aforisma di Platone rappresenta una speranza per tutti gli uomini di poter riuscire a trovare un giorno la strada giusta per avere una vita virtuosa, buona e quindi anche serena e felice.

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