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L’educazione e la scuola secondo Don Milani

Da bestia si può diventare uomini e da uomini si può diventare santi: Ma da bestia a santi con un solo passo non si può diventare.
Don Lorenzo Milani, Da “Esperienze pastorali”

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Questa è una delle frasi più belle e significative di don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana che con la sua testardaggine si è guadagnato di dirito un posto nella storia italiana del ventesimo secolo.

Don Milani era molto critico verso la Chiesa, e soprattutto verso la distanza di questa dal popolo, perchè dopo essere stato mandato a Barbiana, un paesino di qualche casa sparsa sull’appennino toscano, vide come la gente di cui avrebbe dovuto occuparsi viveva nella povertà e nell’ignoranza. I bambini, tutti figli di pastori, non avevano tempo da perdere perchè dovevano aiutare in casa e lavorare, e così senza praticamente nessuna istruzione (c’era solo una scuola elementare) avrebbero continuato a fare i pastori anche loro, oppure spinti dalla fame sarebbero emigrati a Firenze come disoccupati in cerca di un lavoro qualunque.
Fu così che don Milani decise di creare una scuola per i bambini nella chiesa, insegnandogli italiano, matematica, inglese, storia, ed evitando di parlare di religione.

Per questo venne criticato da molti che dicevano che avrebbe dovuto attenersi ai suoi doveri di sacerdote invece di fare il mestro, e la risposta di don Milani era quella citata qui sopra: perchè se gli uomini sono ignoranti, se non hanno speranze per il futuro, se vivono isolati e fuori da una comunità in cui possono crescere umanamente, socialmente e moralmente, i preti non servono a nulla di più che celebrare matrimoni e funerali. E la Chiesa, con i suoi vescovi con gli anelli d’oro e i soldi che riceve dallo stato italiano e dalla carità dei fedeli, dovrebbe preoccuparsi prima di tutto di questo, soprattutto nei posti più sperduti dove l’ignoranza e la mancanza di scuole è maggiore, e dovrebbe farlo gratuitamente tramite i preti, non con scuole private a pagamento.

La Chiesa ha sempre mantenuto il potere tenendo la gente nell’ignoranza. Dopo che è stata l’unica depositaria della cultura classica nell’alto medioevo, una volta preso il potere la Chiesa trasformò il popolo in gregge da condurre dove voleva lei. Con la nascita dello stato moderno esso ha preso il posto della Chiesa nell’educazione, e la Chiesa non si è ancora oggi arresa a questo e continua a fare “concorrenza” allo stato con le sue scuole, paradossalmente però le scuole della Chiesa, che dovrebbe aiutare i più poveri e deboli, sono a pagamento, mentre le scuole statali sono gratuite. La diffidenza della Chiesa verso un popolo acculturato, che sappia riflettere e giudicare, non è ancora tramontata, e così preferisce ancora puntare sulla forza della superstizione che sul ragionamento, non capendo che se Galileo e tutti quelli che lo hanno seguito ha così danneggiato la Chiesa, non è stato perchè ha dimostrato che quello che era scritto nella Bibbia non era vero, ma perchè la Chiesa ha per secoli negato anche l’evidenza, non ammettendo di essersi sbagliata. Certo è vero che ammettendo un errore avrebbe anche ammesso di non essere infallibile, e quindi le si sarebbe potuta contestare qualunque altra idea, ma è comunque più credibile un prete che ha commesso qualche errore rispetto ad uno che vuole solo aver ragione a tutti i costi e non ammette alcuna critica.

Don Milani è stato un grande personaggio, certo oggi molti dei problemi di cui parlava non ci sono più: non c’è, se non in casi rari, quella povertà di Barbiana, tuttavia anche i ragazzi che vanno a scuola sono sempre più ignoranti; non ci sono più gli scontri tra comunisti e fascisti; non c’è più una scuola autoritaria che boccia i più sfortunati, ma c’è una scuola che promuove gli ignoranti dopo non essere stata capace di insegnargli nulla. E poi al di là dei problemi affrontati ciò che è importante in don Milani è il modo in cui ha organizzato la sua comunità di studio a Barbiana: studiando tutti insieme, discutendo, e scrivendo insieme anche i libri; ed anche gli ideali che erano alla base della sua vita: il cercare di servire gli altri, di migliorarne le condizioni morali e materiali, di offrire come alternativa al comunismo non un cieco anatema ma l’uso della ragione per trovare delle soluzioni alternative un po’ meno drastiche, ma senza negare i problemi posti dai comunisti od affidarsi alla divina provvidenza per risolverli.

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