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Essere veri uomini nel ventunesimo secolo

La cosa triste quando ti guardi intorno e fai un confronto col passato, soprattutto in Italia, sono i nomi: De Gasperi, Andreotti, Craxi, Berlusconi; Ungaretti, Montale, Pasolini, Flavio Oreglio (il comico di Zelig, non che abbia nulla contro di lui, è che è l’unico oggi di cui gli italiani ascoltino dei versi); Gramsci, Togliatti, Berlinguer, Bertinotti; Turati, Nenni, Craxi, D’Alema, n.p. (non pervenuto, tanto un segretario del pd vale l’altro, cioè zero); Giorgio Enrico Falck, Giovanni Agnelli, Gianni Agnelli, Enrico Mattei, Cefis, Sindona, Berlusconi, Geronzi, Ligresti, Colaninno e Marchionne.

Mancano i nomi.
Mancano le persone.
Mancano le idee.
E’ una caduta verticale, un precipitare nel nulla dimenticando cos’è lo stato, la poesia, il comunismo, il socialismo, e l’imprenditoria… dimenticando insomma cos’è l’uomo in tutti i suoi aspetti.

Oggi mancano sempre più idee, ideali, uomini veri capaci di descrivere la realtà e dare speranza e arricchimento al popolo, per questo è difficile essere veri uomini nel ventunesimo secolo.

Questo lo si può vedere chiaramente provando a guardare rai storia vedendo quello che la rai ha prodotto fino alla fine degli anni ’70, prima del totale trionfo della partitocrazia con Craxi e dell’emulazione delle televisioni di Berlusconi, quando ancora, come diceva Biagi “su 4 giornalisti assunti uno era democristiano, uno comunista, uno socialista o di qualche partito minore, e uno un bravo giornalista”. Basta vedere quali erano gli argomenti trattati: le condizioni di vita al sud, l’analfabetismo e la mancanza di istruzione, le condizioni di vita nelle fabbriche, l’educazione dei bambini nel mondo moderno, i racconti dei combattenti o dei civili durante la seconda guerra mondiale, le interviste di Montanelli, Biagi e Giovanni Minoli (l’unico che abbia prodotto qualcosa in rai ad esclusione di Biagi e pochissimi altri dagli anni ’80 in poi con Mixer e che infatti dirige rai storia).
Erano programmi perfetti? No, certo. Dovevano rispondere della sempre presente censura italiana: non si poteva parlare di sesso; non si poteva parlare male della Chiesa; non si poteva parlare dei crimini commessi dai comunisti in Russia, nei paesi dell’Europa orientale, o nelle foibe; non si poteva parlare del fascismo se non male e senza entrare nei dettagli, senza cercare di analizzare più approfonditamente fatti e personaggi del tempo; non si poteva offendere in nessun modo i politici, e Vianello poteva essere espulso dalla rai per avere riproposto la scenetta di Gronchi che finisce per terra perchè gli portano via la sedia mentre si stava sedendo, e Alighiero Noschese poteva imitare Andreotti, ma doveva sempre fornirgli prima i testi con tutte le battute perchè lui le approvasse.
Questi però sono dettagli, tutte le società hanno i loro limiti, i loro difetti, i loro tabù, da nessuna parte puoi dire tutto su tutto e fare qualunque cosa, c’è sempre qualche regola stupida, vecchia o miope, qualche privilegio, qualche sopruso, tuttavia normalmente gli uomini cercano di vivere al meglio all’interno di questi limiti, alcuni più temerari li oltrepasseranno e forse verranno puniti per questo, o forse smuoveranno la società che cambierà, o entrambe le cose, la maggior parte vivrà alla meglio in quei limiti.

Oggi invece sembra che la realtà sia scomparsa, non si può più parlare di essa: gli unici documentari sulla guerra che vedi sono sulla seconda guerra mondiale, non esistono la guerra di Corea, quella d’Indocina, quella del Vietnam, la prima e la seconda guerra del golfo, e la guerra in Afghanistan, in Italia si può parlare di morti ammazzati solo quando i cadaveri sono vecchi di almeno 50-60 anni, cioè quando ormai non gliene frega più niente a nessuno e non hanno alcun peso politico; nessuno parla delle condizioni del meridione, Saviano ha fatto tanto scalpore non perchè sia chissà quale genio ma semplicemente perchè è stato l’unico a parlare della camorra, ma per il resto se ci sono i rifiuti a Napoli per le televisioni di Berlusconi la colpa è dei napoletani, contro cui bisogna mandare l’esercito, i politici che hanno governato per 30 anni la zona e i camorristi con cui si sono spartiti i soldi possono prendersi anche i soldi per l’emergenza, e una volta fatto l’intervento ad effetto si dice che il problema è risolto anche se i rifiuti continuano ad esserci; una donna viene violentata a Roma da un rumeno e si scatenano televisioni e folla a parlarne giorni e giorni e ad inveire contro gli stranieri, casualmente pochi giorni dopo c’è l’elezione del sindaco di Roma e Alemanno ha puntato tutto sull’ordine e il problema degli zingari e degli immigrati, dopo l’elezione di Alemanno nessuno parla più dell’episodio, intanto a Roma ogni giorno 3 donne vengono violentate, sono passati 3 anni, il che vuol dire circa un migliaio di donne violentate (senza contare le violenze domestiche che non vengono denunciate), ma non essendo periodo di elezioni sono state sfortunate, hanno scelto il momento sbagliato per farsi violentare.

Ecco perchè non ci sono più intellettuali, giornalisti, scrittori e poeti: perchè manca ormai il contatto con la realtà, e senza di esso non puoi diventare nessuno. E se anche lo diventassi nessuno ti permetterebbe di parlare. E se anche parlassi ben pochi ti ascolterebbero, perchè ormai la gente è abituata a sentir parlare solo del grande fratello, di qualche misterioso omicidio sanguinario, dei ragazzi di amici, della crisi economica, di Berlusconi che deve dimettersi o della magistratura che è comunista… la realtà è scomparsa, e con essa sono scomparsi gli uomini perchè è scomparsa la loro umanità.

Ovviamente anche leggendo libri un po’ datati si vede la differenza, ma ho scelto di usare rai storia e la televisione come esempio perchè purtroppo la televisione è molto più potente, ed influenza terribilmente la gente al punto da rendere per molti i libri e internet inutili, perchè se ti abitui a non pensare, a non avere idee, ad occuparti solo di cose futili, poi anche quando hai a disposizione uno strumento che ti  consentirebbe di acculturarti, di informarti, di crescere come persona non lo userai perchè non saprai cosa cercare.

Queste parole e questo sito in generale nascono da questo vuoto di idee e di uomini.
Io ho 29 anni, e ho vissuto da bambino il trionfo di Berlusconi nella società italiana, sono cresciuto guardando le sue televisioni e tifando per il Milan di Sacchi e Capello. Solo quando ho incominciato a pensare ho capito che era tutta una truffa, ma l’ho potuto capire grazie a quelle poche persone che in televisione cantavano fuori dal coro: Funari, Luttazzi e Travaglio. Se non ci fossero stati loro a darmi una prospettiva diversa avrei continuato a pensare che Berlusconi era un bravissimo uomo di successo, capace e nelle cui mani si poteva affidare un paese. Ma non si tratta solo di Berlusconi in sé, ma della politica e della realtà in generale: significa avere degli ideali, interessarsi al benessere della gente, capire come il fare o non fare certe cose possa significare la vita o la morte di certe persone, o comunque un cambiamento radicale nelle loro vite.

Per questo quando guardo un po’ indietro a scrittori come Montanelli, Pasolini, Sciascia, o a intellettuali e politici impegnati che facevano il loro lavoro perchè ci credevano veramente e pensavano di poter cambiare il mondo, o almeno di poterlo migliorare un poco o evitare che cadesse nel baratro, sento dolorosamente la differenza col presente e il suo vuoto siderale.
Questi personaggi avevano anche un vantaggio rispetto alle persone di oggi: si erano date da fare da giovani, avevano combattutto la seconda guerra mondiale, avevano dovuto combattere o sopravvivere col fascismo, avevano vissuto nelle macerie della ricostruzione del dopoguerra… oggi invece cosa possono fare i giovani? vegetare per 30 anni davanti alla televisione e al computer andando a scuola e all’università per poi avere un pezzo di carta che non gli servirà a nulla e non sapere né chi sono né cosa possono fare nella vita. E quando si diventa adulti dopo una vita simile che persone si può essere?

Se siete giovani datevi da fare, se avete delle passioni seguitele, se non ne avete trovatele, non perdete tempo… stimolate il cervello, pensate, create, soffrite, lottate… e se avete dei figli smettetela di fare come quasi tutti gli italiani, che pensano che per sistemare un figlio basti dargli una laurea e una casa di proprietà, nella maggior parte dei casi i figli è meglio buttarli sulla strada perchè siano costretti a vivere… e non vi preoccupate, la maggior parte degli uomini in tutti i paesi e in tutte le epoche, sono sopravvissuti tranquillamente a problemi ben peggiori.

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