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I miserabili di Victor Hugo

Fino a quando esisterà, per causa delle leggi e dei costumi, una dannazione sociale, che
crea artificialmente, in piena civiltà, degli inferni e che complica con una fatalità umana il destino,
che è divino; fino a quando i tre problemi del secolo, l'abbrutimento dell'uomo per colpa
dell'indigenza, l'avvilimento della donna per colpa della fame e l'atrofia del fanciullo per colpa
delle tenebre, non saranno risolti; fino a quando, in certe regioni, sarà possibile l'asfissia sociale;
in altre parole, e, sotto un punto di vita ancor più esteso, fino a quando si avranno sulla terra,
ignoranza e miseria, i libri del genere di questo potranno non essere inutili.

I miserabili è  uno dei più importanti romanzi del XIX secolo. Leopardi diceva che della caterva di libri che il suo secolo aveva prodotto alla fine se ne sarebbero salvati solo quattro o cinque, ed i miserabili è uno di questi.

Si tratta di un romanzo molto lungo, con tantissimi personaggi e vicende che si intrecciano nella storia di Parigi e della Francia che va dalla rivoluzione francese e gli scontri del 1832, considerando anche tutte le digressioni e le riflessioni dell'autore.

Victor Hugo impiegò 15 anni a scriverlo, riempiendolo di tutto il suo risentimento per le ingiustizie sociali che contraddistinguevano quella società, dopo che Napoleone III aveva preso il potere ed era diventato impossibile per Hugo qualunque coinvolgimento attivo nella politica per cambiare le cose.

Il libro ha per protagonista Jean Valjean, un povero potatore che ridotto alla fame ruba un pezzo di pane e per questo viene condannato a 5 anni di lavori forzati. Oggi sembra una storia assurda e troppo ingigantita, un po' come la storia dei promessi sposi in cui viene da chiedersi come mai Lucia riscuotesse tutto questo interesse da muovere signori, signorotti e bravi, tuttavia è aderente alla reltà, nel senso che a quel tempo accadevano realmente cose simili perchè la giustizia non andava con la mano leggera.

Quando Jean Valjean esce di prigione si ritrova con un documento di identità che attesta il suo stato di ex galeotto, cosa che gli impedisce di trovare aiuto da chiunque perchè tutti gli chiudono la porta in faccia.
L'unico che lo aiuta è un vescovo, che decide di ospitarlo all'interno della chiesa e offrirgli il pranzo. Vedendo le posate d'argento però, Jean Valjean ha l'idea di rubarle e sparire nella notte, nonostante il vescovo sia stato l'unico che si è offerto di aiutarlo, e così fà. Solo che viene poco dopo preso dalla polizia che trova le posate rubate e le riporta al vescovo assieme al ladro, il vescovo però dice di essere stato lui a regalargli l'argenteria visto che era un povero bisognoso, e anzi gli dà anche due candelabri d'argento oltre alle posate.
Così salvato dalla polizia Jean Valjean decide di cambiare vita per ringraziare il suo benefattore, vende le posate e conserva solo i candelabri per ricordarsi di quella storia, con i soldi cambia identità e ricomincia da capo una vita onesta.

Tutte le storie dei miserabili sono storie di perdizione e di salvamento, di lotte per la sopravvivenza e per la giustizia, di miseria materiale e di miseria morale, e di come queste due non siano vadano sempre a braccetto (come invece comunemente si credeva a quel tempo), e di come la società sia colpevole della creazione di entrambe queste miserie, perchè molti che diventano malvagi o che comunque commettono dei crimini se avessero vissuto in un mondo un po' più giusto avrebbero potuto essere dei buoni cittadini.

Anche oggi i miserabili è un libro che può essere letto e sentito come moderno, nonostante le condizioni di vita siano migliorate molto, perchè il mondo è ancora più diviso oggi tra chi ha e chi non ha di quanto non lo fosse in passato, con 200 famiglie che detengono metà della ricchezza di tutto il mondo e la divisione sempre più netta tra paesi poveri e paesi ricchi che esclude metà della popolazione mondiale dalle meraviglie del mondo moderno (e non solo nel senso dei computer e di internet, ma anche dell'acqua potabile e di scuole e ospedali), e i miserabili dell'Africa o delle favelas brasiliane sono ridotti in condizioni peggiori dei francesi dell'800.

 

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