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Il libro dei cinque anelli di Miyamoto Musashi

Miyamoto Musashi è diventato famoso il Giappone come il più grande samurai di tutti i tempi ed il simbolo del Giappone del passato. Questo deriva soprattutto dal romanzo di Eiji Yoshikawa degli anni ’30 “Musashi” , che è una biografia romanzata con molte invenzioni dovute alle esigenze narrative ed al fatto che la vita di Musashi non è ben conosciuta visto che non ci sono molti documenti. In quel periodo il Giappone stava per entrare in guerra con la Cina, e questo stimolò le velleità guerriere dei giapponesi che pensarono di vedere in Musashi il simbolo della nipponicità, il vero spirito combattivo del loro popolo.

Il libro di Yoshikawa è un bellissimo romanzo, la cui importanza in Giappone potrebbe un po’ essere paragonata ai promessi sposi e al libro cuore in Italia, libri che senza volerlo hanno creato una falsa identità nazionale mistificando un periodo storico passato ed una popolazione presente, non per colpa degli autori ma dei governi che hanno visto in essi un utile strumento di indottrinamento delle masse.

Il libro dei cinque anelli (五輪の書 Go Rin no Sho in giapponese) è un manuale di strategia, o meglio un libro filosofico scritto nella forma di un manuale di strategia, come già aveva fatto Sun Tzu in Cina con “l’arte della guerra” molti secoli prima, venendo poi imitato da tanti altri, sebbene con molto minor successo, ed è l’unico scritto che abbiamo di Musashi, che dice di scriverlo perchè “si dice che la via del samurai è la doppia via del pennello e della spada”.

Si tratta di una sorta di testamento scritto negli ultimi anni della sua vita, quando si ritirò a vivere in una grotta come un eremita, ed è scritto nella forma di un libro di arti marziali sull’uso della spada, le varie tecniche per combattere duelli e guerre, le diverse scuole di scherma in Giappone, le armi che è possible utilizzare, e cose simili. Si chiama libro dei cinque anelli perchè è diviso in cinque capitoli (il libro del fuoco, dell’acqua, del vento, della terra, e del vuoto) e parla della via del guerriero (“bushido”), ma in realtà tutto ciò che viene detto può essere applicato a chiunque come Musashi cerca di spiegare all’inizio dicendo che ci sono tante vie diverse: la via del contadino, la via dell’artigiano, la via del Buddha, la via di Confucio… la via del guerriero è per lui quella che meglio permette il perfezionamento di un uomo, ed è quella a cui ha dedicato tutta la vita, tuttavia anche chi non è un samurai può trarre comunque giovamento dai sui insegnamenti cercando di traslarli nella vita diversa che il lettore vive, e in cui i nemici non saranno soldati e le armi non saranno spade.

Il libro dei cinque anelli è di difficile comprensione, bisogna leggerlo e rileggerlo perchè ogni parola ha un doppio senso, tutto deve essere interpretato. La scelta di questo sistema per scrivere un libro di filosofia è data, oltre che dalla tradizione dai tempi di Sun Tzu, dal fatto di credere che “dalla conoscenza profonda di una cosa derivi la conoscenza di tutto l’universo”, così qualunque specialista che fosse espertissimo nel suo campo e fosse arrivato a diventare tutt’uno con esso potrebbe scrivere un libro simile, solo non sulla via del guerriero ma su qualche altra via; perchè la vita alla fine è sempre vita, e gli uomini sono sempre uomini, quindi in qualunque modo tu viva e qualunque sia il tuo carattere e la tua professione puoi raggiungere le poche grandi verità dell’universo a cui tutti possono arrivare a loro modo.

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