Home > Scrittori > Indro Montanelli, il più grande giornalista italiano del XX secolo

Indro Montanelli, il più grande giornalista italiano del XX secolo

Mi fa piacere dedicare a Indro Montanelli il primo articolo di questo sito, perchè le finalità a cui esso mira sono le stesse che hanno spinto Montanelli a continuare a lavorare per 70 anni: mostrare al lettore uno squarcio di verità che lo renda un uomo ed un cittadino migliore, la verità degli occhi di un testimone che vede i fatti ed i protagonisti e li giudica col suo metro, la sua sensibilità, il suo cervello e il suo cuore, insomma la sua verità, l’unica verità di cui qualunque uomo possa essere certo.

In Italia ci sono stati solo tre giornalisti famosi che hanno capito l’essenza del popolo italiano e quindi il modo in cui bisogna rivolgersi ad esso: Montanelli, Biagi e Funari. Tutti e tre sapevano che gli italiani sono ignoranti, e che i potenti che li dominano hanno sempre giocato con questa ignoranza in maniera da non fargli capire che cosa stesse succedendo, quindi il giornalista per fare il suo mestiere in Italia deve scrivere in maniera il più possible semplice e comprensibile per tutti, certo questo si applica ai giornalisti di tutto il mondo e Montanelli lo aveva imparato a Chicago (“deve poterti capire anche il lattaio dell’Ohio“), ma è vero soprattitto in Italia.

Montanelli divenne famoso soprattutto per fortuna: ai tempi dello scoppio della guerra si trovava in Germania e assistette al discorso di guerra di Hitler al parlamento, poi seguì i tedeschi in polonia e, quando venne cacciato perchè i tedeschi avevano capito che parteggiava per i poveri polacchi che attaccavano i panzer con la cavalleria, se ne andò in Estonia, che dopo poco sarebbe stata invasa dai russi, e poi in Lituania e in Finlandia, dove fu l’unico italiano (almeno inizialmente, poi viste le sue cronache sgradite ai tedeschi Mussolini mandò anche un altro giornalista del Popolo d’Italia) ad assistere alla guerra d’inverno con la Russia, raccontando l’eroica resistenza dei finlandesi per cui anche il popolo italiano, leggendolo, parteggiava. Seppe trovarsi sempre al memento giusto, un po’ per fortuna e un po’ capendo in anticipo quelli che dovevano essere gli accordi tra Hitler e Stalin e i piani di quest’ultimo sulla scandinavia, e da lì ebbe inizio la sua grande carriera.

In un paese diverso forse Montanelli non sarebbe stato così speciale: la sua abilità nel tratteggiare i caratteri dei grandi uomini che incontrava era sicuramente fuori del comune, ed aveva una grande capacità di analisi sia della situazione presente che del passato, e una ironia e una capacità di semplificazione che lo rendevano in grado di farsi capire da chiunque, ma non è tuttavia per queste sue doti che è stato così importante per l’Italia. L’esempio che ha dato Montanelli è stato prima di tutto politico e umano: è stato uno dei pochissimi a non aver finto di non essere mai stato fascista, a non rinnegare e nascondere per pura convenienza il passato suo e del suo paese, ad additare gli assassini, gli approfittatori, e coloro che si erano venduti al nuovo potere per un piatto di minestra, come già in passato avevano fatto col fascismo. Questa rettitudine, questo non voler piegare la schiena e chiudere gli occhi, che al di fuori dell’Italia sarebbero certo delle doti meritevoli ma non così eccezionali, in Italia sono merce rarissima, cosa che gli valse sempre il rispetto di tutti: amici e nemici, democristiani e comunisti, finanche ai terroristi delle brigate rosse che gli spararono. Solo gli intellettuali italiani lo hanno per buona parte sempre cordialmente odiato, in parte perchè lui se ne stava fuori dal coro, cosa che in qualunque ambiente in Italia è malvista, e probabilmente molto per invidia, perchè lui rappresentava quello che loro avrebbero dovuto e potuto essere, ma avevano coscientemente scelto di non essere.

Credo che la cultura, l’umanità, consistano sostanzialmente nell’essere se stessi, nel non farsi comprare o spaventare dal mondo, poi certo non tutti sono dei geni e ci sarà sempre chi ha molto da dare e chi ha poco, ma la cosa più importante è lo spirito con cui si vive e con cui si dà quello che si ha, e un uomo anche non particolarmente intelligente o con grandi capacità ma che va per la sua strada e cerca di aiutare gli altri sarà sempre superiore a chi, pur dotato di grande intelligenza e profondi studi, si è venduto al servizio del potere. Oggi questi uomini li possiamo vedere tutti in televisione: Sgarbi, Vespa, Ferrara, Feltri… ma in realtà sono tanti di più perchè ci sono tutti i loro piccoli imitatori che aspirano a sostituirli, e invece Montanelli rimane solo nei suoi libri e in qualche registrazione televisiva, per questo per chi aspira a quel modello guardare la televisione oggi è qualcisa che sta a metà tra la tortura ed il veleno, e consiglio infatti di non guardarla, o limitarsi al massimo a “Chi vuol esser milionario?”, qualche documentario sugli animali, qualche cartone animato, e le previsioni del tempo. Tutto il resto è come il tabacco: NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE.

Categories: Scrittori Tags: ,
  1. No comments yet.
  1. No trackbacks yet.

Content Protected Using Blog Protector By: PcDrome.