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La guerra nucleare in un vasetto di marmellata

Il video qui sopra è la conferenza di un fisico nucleare americano sugli armamenti nucleari della Corea del nord, dopo un viaggio fatto là per verificare la capacità produttiva dei nord coreani e l’effettivo potenziale nucleare del loro esercito.
Il discorso, a parte questo, verteva anche su come potesse essere possibile spingere i nord coreani ad evitare la produzione di armamenti nucleari e cosa potrebbe andare storto in futuro che potrebbe causare l’uso di queste armi (una guerra con la corea del sud, una rivoluzione interna o un golpe militare, la vendita di armi ai terroristi o ad altri stati).

La cosa più interessante per me è stato quando questo fisico ha descritto come i coreani gli abbiano, dietro sua richiesta della prova di poter costruire bombe atomiche, portato un contenitore con dentro una specie di vaso di marmellata contenente il plutonio prodotto dalle centrali atomiche coreane. Lui lo ha preso il mano per verificarne il peso (il plutonio ha un peso specifico molto alto, quindi anche solo un vasetto pesa qualche chilo), capendo che era realmente plutonio.
Essendo un fisico nucleare non si è particolarmente scomposto nel tenere tra le mani un contenitore che, se si fosse aperto, avrebbe ucciso lui e tutti quelli che erano in quella stanza, perchè il plutonio ha un basso livello di radioattività e una semplice parete di vetro o di plastica basta ad isolarla.

Filosoficamente questo episodio può fare pensare a come nel mondo moderno sia possibile letteralmente tenere in mano la futura morte di centinaia di migliaia o milioni di persone, una cosa che le persone comuni quasi mai riescono a concepire. Tuttavia non si tratta di questo di cui volevo parlare, ma di come si devono sentire le persone non comuni, quelli che sono abituati a maneggiare questi strumenti di morte ogni giorno, e i politici e militari che ne hanno il controllo e possono usarli.

Se in quell’incontro si fosse fatto presente ai coreani l’insensatezza delle loro azioni e la quantità di morte e distruzione che, in un modo o nell’altro, esse causaranno (perchè quelle bombe prima o poi ci sarà qualcuno che le userà in qualche modo, e il fatto che dal tempo di Nagasaki nessuno l’abbia più fatto non significa nulla, se non che siamo stati abbastanza fortunati), difficilmente avrebbero potuto ribattere qualcosa di sensato.
Il problema di come convincere i nord coreani a non creare un arsenale atomico è un falso problema, le ragioni per non farlo sono ovvie e le capirebbe anche un bambino, il problema è: chi è che glielo deve andare a dire? Sì perchè se sono gli americani a dirglielo, che hanno 8500 testate atomiche pronte al lancio, il discorso sembrerebbe un pochino ipocrita, e così anche se fossero i cinesi con le loro 250 testate atomiche. Inoltre le invasioni di Afghanistan ed Iraq e i bombardamenti sulla Libia hanno dimostrato che i paesi senza bomba atomica o si piegano agli americani o vengono bombardati e invasi, anche se la corea del nord non fosse retta da una dittatura familiare che pensa solo alla sua autoconservazione, e avesse a cuore l’interesse del popolo, la costruzione di armamenti nucleari potrebbe apparire come una logica necessità per proteggere lo stato.

Per questa ragione questo fisico nucleare non ha fatto altro che verificare che si trattasse di plutonio senza dire niente, perchè sa anche lui che non è in una posizione tale da poter dettare regole morali.
Il pacifismo è una questione di cultura, sia dei governanti che del popolo, non è qualcosa che possa essere imposto con la forza dall’esterno, e se non si è coerenti, nemmeno con la ragione. La cultura potrebbe essere descritta come quell’insieme di idee, di tecniche e di arti che permette di mettere a buon frutto l’intelletto umano, evitando morti inutili, migliorando con tanto la quantità (come la medicina che permette di vivere fino ad 80 anni o anche 100), ma la qualità della vita, offrendo agli uomini non merce da consumare ma ideali in cui credere, speranze da realizzare.

L’America ha ancora le migliori università del mondo e la maggiore produzione industriale, anche se sta per essere sorpassata dalla Cina in entrambe le cose, ma ha anche il maggior numero di fabbriche di armi, il maggiore esercito (e il più attivo in tutto il mondo), dei servizi segreti che consumano 80 miliardi di dollari all’anno senza che il popolo americano o chiunque altro nel mondo sappia che cosa stanno facendo e contro chi… Quando  Stalin cercò di arrivare alla bomba atomica mise un mitra alla testa dei suoi migliori scienziati per farlo, gli americani invece hanno ottenuto tutte le loro armi tecnologiche, dal napalm ai satelliti spia, dalle bombe a grappolo ai missili intercontinentali, dai bombardieri invisibili ai proiettili all’uranio impoverito, da scienziati pagati dallo stato, che non avevano nessun obbligo di fare quelle ricerche, avrebbero potuto creare un nuovo vaccino per qualche malattia, studiare forme di energia alternativa per inquinare di meno l’ambiente, occuparsi dei processi cognitivi del cervello in modo da poter insegnare alla gente come diventare più intelligenti e risolvere diversi problemi mentali, invece hanno liberamente scelto di costruire macchine di morte, e lo hanno fatto solo per soldi.

Non si tratta solo delle bombe atomiche e del pericolo di una guerra nucleare, nel mondo ogni anno muoiono milioni di persone in conflitti “normali”, durante la seconda guerra mondiale morirono più persone nei bombardamenti a tappeto di Tokyo che non nei due bombardamenti nucleari, e in Africa muoiono milioni di persone ogni anno di fame e di sete perchè il loro governi sono corrotti o impotenti, ed i veri padroni sono le multinazionali straniere che possono così comprare a prezzo di favore le loro materie prime.
Se si vogliono cambiare le cose, cambiare i metodi e le finalità dei governi, delle industrie e delle economie, bisogna prima di tutto gettare via le armi. Non si può parlare di pacifismo quando si ha un esercito superarmato, e nemmeno quando se ne ha uno un po’ meno armato, come non si può accusare gli altri di essere criminali, come contro Gheddafi o Saddam, quando il tuo esercito ha ucciso milioni di persone negli ultimi decenni, e le tue industrie nel mondo milioni ogni anno.

Se si vuole prendere in mano la penna bisogna lasciare la spada, altrimenti la gente guarderà solo alla spada per paura di essere uccisa, e si dimenticherà della penna.

Il libro qui sotto è la storia di  Robert Oppenheimer, uno dei principali creatori della bomba atomica assieme ad Einstein e Fermi, e di come si sia poi pentito di quello che aveva fatto (l’unico assieme ad Einstein) e abbia cercato di proporre un controllo internazionale degli armamenti atomici, non rendendoli disponibili alle decisioni dei singoli stati, spesso dettate da ragioni nazionaliste, economiche, irrazionali o in ogni caso sbagliate.

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