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Paesi liberi e uomini liberi

Gheddafi, Fidel Castro, Mao e Ho Chi Min sono stati tra i più grandi politici del ventesimo secolo, perchè hanno saputo unire la loro terra nella lotta per la propria indipendenza, restituendo la dignità al loro popolo.

Non sono un sostenitore della democrazia, in molti casi la dittatura è necessaria per il benessere di un paese, soprattutto in africa e america latina dove gli stati formalmente democratici sono tutti corrotti, deboli e impotenti. Se la Libia non ha fatto la fine del Congo è per merito di Gheddafi, e se Cuba non ha fatto la fine di Haiti è merito di Fidel; un dittatore che ha a cuore il benessere e l'indipendenza del suo stato può permettergli di avere cibo e acqua, istruzione e cure mediche a poco o nessun prezzo, ed una maggiore giustizia sociale, anche se magari in una generale povertà in paesi come Cuba che sono poveri di risorse e non possono fare miracoli. La protezione che il dittatore offre dallo straniero è fondamentale, se tutti gli stati del mondo nazionalizzassero le imprese straniere come ha fatto Chavez in Venezuela gli stati più poveri si riapproprierebbero delle loro risorse, della loro terra, e del loro lavoro; l'alternativa è di vivere come schiavi o poco più, svendendo la propria fatica e le proprie ricchezze chinando sempre la testa.

Tuttavia per quanto importani siano queste cose, per quanto faccia la differenza l'organizzazione politica, economica e sociale di un paese, non basta per determinare il suo livello di civiltà, di felicità, di giustizia. L'Italia in questo ne è un grande esempio: formalmente tutti i diritti sono garantiti, tutti possono dire quello che vogliono; ma lo strapotere di Berlusconi, il nepotismo, la corruzione, le banche, costituiscono centri di potere e di interesse che continuamente minacciano i giornalisti di farli finire per strada o in galera, e contemporaneamente li lusingano e li ricompensano profumatamente se si comportano bene. E' chiaro che il sistema italiano è stato costruito apposta per favorire in ogni modo la corruzione e l'arbitrio, tuttavia la verità ultima è quella che dice Funari nel video qui sopra: "Non si dicono i nomi dei paesi meno liberi, si fanno i nomi delle persone che non sono libere".

Funari da persona naturalmente libera si era sentito insultato dal fatto di vedere persone che piangono per essere state cacciate dicendo che non c'è libertà. Anche Confucio ogni volta che un sovrano dimostrava di non gradire i suoi consigli (e spesso lo dimostrava cercando di tagliargli la testa) risaliva sul suo carretto e se ne andava da un'altra parte, non cercava la compassione degli altri facendo la vittima. Come dice Funari l'uomo libero paga col sangue e con la vita le sue scelte, e nonostante la sofferenza è contento perchè si sente libero e se stesso nel vivere.

Questi sono uomini che possono cambiare il mondo, e se sono in numero sufficiente anche uno stato organizzato in maniera ingiusta sarà modificato, mentre uno stato che formalmente rispetta tutte le libertà e ha mille organi di controllo se è giudato e abitato da schiavi prima o poi modificherà le sue leggi adeguandole a quegli standard più bassi. I dittatori come Gheddafi e come Fidel possono offrire una buona base economica da cui partire: ad esempio oggi tantissimi cubani sono laureati, mentre quando Fidel prese il potere c'erano solo due o tre laureati in tutto il paese, e praticamente tutti erano analfabeti. Questi progressi materiali e morali sono molto importanti, ma non bastano da soli a dare la libertà al popolo e a renderlo padrone della propria storia, bisogna che ci siano anche molti uomini liberi a fare da guida alla società.

Se dunque Tripoli cade, Al Jazeera continua a diffondere le sue notizie false, gonfiate e distrorte per conto della cia, venendo scopiazzata da tutti i media occidentali che non capiscono l'arabo e si fidano delle sue traduzioni in inglese, e domani si riuniranno i ministri degli esteri per decidere il futuro della Libia, e saranno presenti tutti a parte i libici del cui futuro si vuole decidere, la libertà e la speranza per la Libia, l'Africa e il resto del mondo non muoiono con Tripoli o con Gheddafi.

La libertà e la speranza sono come le fate, e un vecchio proverbio celtico dice che ogni volta che un bambino dice che le fare non esistono una fata muore. Solo la fede può dare un futuro all'umanità, e la fede, sia essa in Cristo, in Allah, o nella filosofia e nella ragione umana, è in definitiva sempre e sono fede negli esseri umani. Quando non si ha alcuna fede si hanno il consumismo e il nichilismo, i bombardamenti ed il colonialismo; quando si ha fede solo in Dio ma non negli uomini si ha il fanatismo, il martirio, il millenarismo, il pregiudizio.

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