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Diventa ciò che vuoi con la legge di attrazione di Bob Proctor (dal film “The Secret”)

July 8th, 2011 No comments

Se prendete una ghianda essa potrà crescere solo in una quercia, perchè la sua natura è limitata.
Sapete cosa ci rende speciali? Il fatto che possiamo diventare tutto ciò che desideriamo.
(Bob Proctor in uno dei suoi seminari)

Bob Proctor è diventato famoso anche in Italia per il film “The secret” e la sua teoria sulla legge di attrazione, che per la verità non è una sua teoria, come lui stesso ammette, ma è una legge dell’universo da sempre nota ai grandi pensatori dell’umanità.

Dalla bibbia al buddhismo, dal mito della caverna di Platone ai seminari e libri di Bob Proctor, l’idea è sempre che siamo e diventiamo quello che pensiamo. Se ci poniamo dei limiti, se pensiamo a noi stessi come delle persone inconcludenti, incapaci, pigre, stupide, non faremo altro che autolimitarci diventando quello che pensiamo di essere, perchè nessuno è in grado di fare meglio dell’immagine che ha di se stesso.

La citazione di Bob Proctor sull’uomo che sorpassa la ghianda perchè è libero di essere tutto ciò che vuole è molto importante, perchè è l’essenza dell’essere umani. Anche le scimmie hanno una certa intelligenza e una loro società, anche gli animali sanno soffrire o gioire, anche se per ragioni più limitate rispetto agli esseri umani, l’unica cosa che distingue veramente gli uomini dagli animali è la capacità di avere una immagine di se stessi, e di poterla modificare indipendentemente dalle esperienze vissute.
Gli elefanti quando venivano usati come animali da lavoro o per la guerra erano presi da piccoli e venivano incatenati ad un palo, cercavano di smuovere il palo ma non ci riuscivano, così dopo qualche giorno desistevano. Una volta diventati grandi alla fine della giornata venivano riattaccati a quel palo, e nonostante fossero capaci di strapparlo via facilmente non ci provavano nemmeno, credendo di non esserne in grado come quando erano piccoli.
La differenza è che gli uomini, anche senza provare ad affrontare problemi mai risolti prima come per l’elefante il problema del palo, possono capire di essere in grado di cambiare, che non necessariamente il passato deve ripetersi sempre uguale. Gli animali no, imparano tutto quello che sanno sul mondo e su se stessi dall’esperienza, ed essa è, assieme all’istinto e ad una dose più o meno piccola di intelligenza, l’unico strumento che possiedono per decidere cosa fare.

Se vi sentite come l’elefante dell’esempio incatenati ad una vita che non vi piace, provate i libri e i dvd di Bob Proctor:

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Viktor Frankl e il significato della vita nel campo di concentramento di Auschwitz

June 13th, 2011 No comments

Viktor Frankl è stato un famoso psicologo del secolo scorso, fu catturato dai nazisti e tenuto prigioniero in vari campi di concentramento tra cui Auschwitz. Il suo libro “Uno psicologo nei lager” racconta l’esperienza della sua prigionia, ma lo fa in maniera unica rispetto a tutti gli altri racconti di progionieri dei lager, Viktor Frankl infatti per riuscire a sopravvivere a quelle condizioni di vita si mette a studiare i suoi compagni di prigionia, cercando di capire cosa li spingeva a vivere nonostante tutto e cosa invece spingeva altri ad abbandonarsi e lasciarsi morire.

Questo studio sul significato della vita nei lager, una volta finita la guerra Viktor Frankl lo elaborò più genericamente come studio sul modo di dare un significato alla vita e infondere quindi speranza e fiducia in persone infelici e depresse. Questo segnò l’inizio della logoterapia, una scuola di psicoterapia che si contrappone alle idee di Freud in quanto secondo la classica psicoterapia freudiana il paziente deve tornare indietro nel tempo fino all’evento traumatico che è stato causa dei suoi problemi attuali, mentre la logoterapia guarda avanti, cerca di far trovare al paziente dentro di sé una buona ragione per cui vivere ed affrontare le sue paure e i suoi limiti, partendo dal presupposto che l’obiettivo della psicanalisi è il bene del paziente, non arrivare a capire che cosa ha causato il suo malessere decenni prima (sempre che ci sia realmente una causa passata come sosteneva Freud). Se il paziente trova il coraggio di affrontare le sue paure poi le supera naturalmente, senza bisogno di capire che cosa le ha causate.
Frankl fa un esempio di una persona che era venuta a parlargli perchè era stato in cura alcuni anni da uno psicologo perchè si sentiva insoddisfatto del suo lavoro, e lo psicologo continuava a dirgli che doveva riappacificarsi col padre, perchè il padre era il simbolo dell’autorità e quindi doveva essere la causa dei suoi problemi coi superiori. Frankl gli chiese semplicemente se gli piacesse il lavoro che faceva, e venne semplicemente fuori che era quello il problema, cambiò lavoro facendo quello che avrebbe voluto fare quando era ragazzo e riuscì ad avere successo, e stette subito meglio.

Il libro “Uno psicologo nei lager” è diviso in due parti: nella prima Frankl racconta la sua esperienza nei campi di concentramento, nella seconda parla delle sue teorie sulla logoterapia facendo degli esempi di suoi pazienti o di compagni del lager.
Si tratta di un libro molto particolare, che non si sofferma sull’orrore o le sofferenze, non cerca di ispirare pietà, è una visione lucida di quei momenti, per quanto potesse essere lucido il suo ricordo vista la debolezza fisica e psicologica, e non è un libro indirizzato agli esperti del settore ma è fatto per la gente comune, perchè quella del lager è una situazione eccezionale, è vero, ma anche nella vita di tutti i giorni gli uomini si disperano facilmente, anche di fronte a problemi semplici o addirittura inesistenti. Tutti gli uomini in qualunque situazione hanno bisogno di dare un significato alla loro esistenza, e deve essere un significato che vada oltre il “devo resistere!” ripetuto all’infinito, deve essere qualcosa che si desidera fare, persone a cui si desidera stare vicino, nuove idee che si vuole diffondere e a cui si vuole dare concretezza, o anche solo l’idea che ci sia un Dio o un Destino che ne sa più di noi e che ci fa vivere certe esperienze dolorose per una qualche ragione.

Un’altra parte molto bella del libro è quella in cui parla dei suoi carcerieri, e ricorda come ci fosse una guardia che ogni tanto di nascosto gli dava qualche briciola del suo pranzo, dandogli così molte possibilità in più rispetto agli altri di sopravvivere; oppure di come ad Auschwitz dopo l’arrivo degli americani un gruppo di prigionieri avesse fatto fuggire il direttore del campo nascondendolo nei boschi lì vicino e fosse poi tornato dal comandante degli americani dicendogli che gli avrebbero consegnato il direttore solo a condizione che non gli fosse fatto nulla, perchè aveva fatto il possibile per aiutare i prigionieri più che poteva. D’altro canto i kapo, cioè i prigionieri a cui le SS davano autorità nei confronti degli altri prigionieri e che fungevano da intermediari con le guardie, erano quasi sempre peggiori delle SS, più crudeli e sadici nel colpire gli altri prigionieri anche solo per il semplice gusto di farli soffrire. Anche quelle sono scelte di vita, le guardie a volte riuscivano a ritenere in sé un po’ di umanità e la esprimevano aiutando come potevano qualche prigioniero, i prigionieri invece potevano scegliere di allearsi coi loro carcerieri e diventare peggio di loro, tutto dipendeva dal fatto che riuscissero o meno a dare un significato alla loro vita.

Questo libro è consigliato anche da Bob Proctor, il famoso speaker motivazionale americano, è infatti un testo molto utile per chi ha bisogno di crescere e trovare fiducia in se stesso, per chi vuole capire meglio se stessi e gli altri, perchè come dice Bob Proctor “fondamentalmente siamo tutti uguali”, e a seconda dei casi della vita e della storia possiamo trovarci ad essere prigionieri, guardie, direttori o kapo. Ma possiamo almeno riuscire ad evitare di scegliere di fare i kapo.

Bob Proctor: “Nessuno è nato con la paura di rischiare”

May 21st, 2011 No comments

Devi diventare consapevole che, indipendentemente da ciò che chiunque possa averti detto, nessuno di noi è nato con la paura di rischiare. (Bob Proctor, “Sei nato ricco”)

Questa citazione di Bob Proctor da “Sei nato ricco” (You were born rich) è una delle basi dei suoi insegnamenti. Quando nasciamo siamo totalmente liberi, non abbiamo paure o pregiudizi, è col crescere, con l’educazione e con i primi rapporti sociali e le prime esperienze che incominciamo a formarci una “idea di noi” (self image).
Questa idea è il modo in cui noi vediamo noi stessi, ed è per sua stessa natura autolimitativa, perchè a seconda di come pensiamo di essere faremo o non faremo certe cose, ad esempio tanti nella vita fuggono e si accontentano di quel poco che hanno perchè dicono di essere deboli, di non potercela fare ad andare contro gli altri, a sostenere le proprie idee, e questo senza che debbano realizzare chissà quali imprese titaniche e pericolose: può essere un gay che non ha il coraggio di vivere la sua sessualità, un impiegato di banca che vorrebbe fare il pittore, una casalinga che ha rinunciato al lavoro per via dei figli e adesso che sono cresciuti vorrebbe tornare a lavorare…

Tutti abbiamo delle paure, così come una idea di ciò che sappiamo fare e di ciò che non sappiamo fare, il segreto per avere successo nella vita è non partire da queste limitazione per decidere cosa fare. E’ come se uno volesse comprare una casa, ma pensasse solo al fatto che non ha i soldi per comprarla, e allora continua a sognare di poterla comprare e anche nel sogno continua a dirsi che è solo un sogno perchè non ha abbastanza soldi.
Non servono soldi per comprare una casa, basta la decisione di volerla comprare. Del resto se tutti gli uomini del passato avessero aspettato di avere tutto ciò che gli occorreva per incominciare a realizzare i loro sogni, l’umanità non si sarebbe mossa di molto dall’età della pietra. Se decidi che vuoi comprare una casa, ed è una cosa che desideri davvero, i soldi arriveranno naturalmente, perchè sai che ti servono per realizzare il tuo sogno. Se invece parti dal pensiero che non hai un soldo e non puoi comprarti niente non avrai nessun entusiasmo e nessuna speranza nel futuro, e non farai altro che creare altra miseria dalla miseria.

La capacità di prendere dei rischi è fondamentale per crescere e andare avanti nella vita, perchè chi non rischia rimane bloccato dov’è, può sembrare apparentemente che la sua vita almeno non stia peggiorando, ma in realtà è solo un’illusione perchè se non vai avanti vuol dire che stai andando indietro, non esiste la forza d’inerzia nella corsa della vita, se non fai niente non otterrai niente, e peggiorerai di giorno in giorno. Prendete ad esempio un uomo i cui bisogni primari sono soddisfatti: ha un tetto sulla testa e mangia bene, ha una vita tranquilla senza preoccupazioni, è mantenuto quindi non deve lavorare; se provate a far vivere un uomo del genere per qualche anno vedrete che sembra rimanere più o meno uguale a se stesso, non cambia perchè non incontra persone o esprienze che lo possano cambiare, né ha la prospettiva di poter avere un futuro diverso che possa fargli venire voglia di cambiare qualcosa per raggiungere qualche obiettivo. Tuttavia con gli anni quest’uomo starà sempre peggio, si sentirà sempre più imprigionato, sarà sempre più nervoso e rabbioso, anche se non avrà niente e nessuno in particolare con cui prendersela, sentirà che il tempo passa e lui non sta vivendo. Anche senza fare niente il suo carattere peggiorerà e diventerà in generale una persona sempre peggiore col passare del tempo.

La capacità di rischiare è fondamentale, ancora di più considerando che quelle che ci frenano normalmente sono stupide paure che non hanno nessuna consistenza reale, in moltissimi casi nel tentare e fallire non c’è nessun pericolo, se non al massimo il nostro orgoglio ferito. Ma se non impariamo ad accettare i fallimenti come parte del processo di apprendimento non potremo mai crescere, perchè anche studiando a fondo la teoria e aspettando anni finché non la si è imparata a fondo nel momento in cui ci si trova ad affrontare la pratica si cadrà sempre in qualche fallimento.
Basta imparare e ricordarsi che il fatto di fallire non significa che siamo dei falliti, è solo un episodio della vita.

“Sei nato ricco” di Bob Proctor (You are born rich)

April 19th, 2011 No comments

Sei nato ricco (o “You’re born rich”) è un libro di Bob Proctor, uno dei più famosi cosiddetti “motivational speaker”, il libro deriva da anni di studio sul comportamento umano e sul perchè facciamo quello che facciamo, ed è il prodotto di anni di seminari in tutto il nord America.

I motivational speaker normalmente si limitano a principi generici tipo il “pensare positivo” o l’avere fiducia in se stessi, il problema è che la maggior parte della gente che ha problemi di motivazione e compra dei libri o dei dvd di questo genere finisce per non leggerli nemmeno tutti, magari legge le prime pagine, all’inizio si eccita tutta pensando “sì è vero, ce la posso fare!”, poi dopo qualche giorno l’euforia finisce, ci si trova di fronte i soliti problemi, e si finisce per comportarsi esattamente come ci si comportava prima.

Il segreto del successo di Bob Proctor è che lui spiega esattamente come ottenere risultati, come funziona la mente umana e possiamo riuscire a indirizzare i nostri pensieri, e quindi le nostre azioni, nella giusta direzione. Capendo come funziona il meccanismo possiamo replicarlo, studiarlo, e affinarlo meglio per adattarlo alla nostra mente, alla nostra vita, e ai risultati che vogliamo raggiungere, non è semplicemente una tecnica che possiamo usare solo in una determinata situazione, né una sorta di pacca sulla spalla o incoraggiamento generico per dire che ce la puoi fare.

Il titolo nasce dall’idea che tutti siamo nati uguali, illimitati nelle nostre potenzialità perchè capaci di immaginare e desiderare tutto e di diventare qualunque cosa vogliamo, è poi la vita durante la nostra crescita che ci insegna falsamente che abbiamo dei limiti, che certe cose non si devono fare, che altre sono troppo difficili per noi o che richiedono molto tempo ed impegno, oppure che è inutile porsi certi obiettivi perchè sono necessari troppi soldi o abilità che non possediamo.

Se c’è un libro che può “rifare la gente”, come dice il motto del Giusti che fa da sottotitolo al sito, è proprio questo libro di Bob Proctor, perchè se è vero che viviamo in una civiltà consumistica che ogni giorno cerca di imporci nuovi inutili desideri per farci spendere i nostri soldi, è vero anche che l’uomo moderno manca di veri sogni, manca di fiducia in se stesso, e non è capace di pensare in grande, di correre dei rischi, e finisce per essere solo quello che gli altri gli dicono di essere, dalla pubblicità, ai genitori, dagli amici al coniuge; e se è vero che cambiare è difficile perchè devi andare contro tutto e tutti, devi cambiare le tue abitudini, devi ammettere i tuoi errori, devi essere disposto a sacrificare qualcosa e a rischiare per ottenere quello che vuoi, la difficoltà maggiore per l’uomo di oggi è semplicemente riuscire a credere di potercela fare, di poter sognare qualcosa ed ottenerlo con le proprie forze, e non vincendo al superenalotto.

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