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Tripoli resiste ancora

September 20th, 2011 No comments

Churchill quando ottenne a 35 anni un posto in parlamento e ci si aspettava che fosse contento del suo successo disse "Alla mia età Napoleone aveva vinto ad Austerlitz".
E' vero che Churchill si misurava con un metro di giudizio troppo elevato, non tanto perchè lui non potesse essere un uomo migliore di Napoleone quanto perchè lui divenne imperatore e dominatore dell'Europa in un momento molto particolare di crisi, ed il mondo era diverso a quel tempo ed un uomo poteva ancora partire alla sua conquista guidando grandi armate.

Tuttavia la preoccupazione di Churchill è comprensibile per me, è difficile nell'epoca moderna riuscire a pensare di poter fare grandi cose, soprattutto in politica, se pensi alle imprese del passato. La moderna democrazia ha reso tutto mediocre, e il consumismo e l'ignoranza hanno distrutto lo spirito delle popolazioni ricche, quindi anche se un uomo energico, onesto e pieno di buona volontà e di giusti ideali si trovasse a capo dell'Italia, o dell'America, o della Francia, o dell'Inghilterra, che cosa potrebbe mai riuscire a fare? Posto certo che riesca ad arrivare a quell'incarico, e riesca a superare tutti quelli che hanno interesse a tenere un uomo onesto e capace lontano dal potere.

Oggi mi piacerebbe poter andare a Tripoli e combattere per la difesa della città, l'ultimo palmo di Africa rimasta libera dalla colonizzazione straniera. Forse sarebbe un tentativo inutile, forse sarebbe una morte inutile, ma mi sembra sempre meglio di questa inutile vita in Italia, dove tutto marcisce e niente cambia, dove sembra sempre che non ci sia alcuna speranza, e da 25 anni ormai non esiste più storia perchè non ci sono più né uomini né fatti memorabili, ma solo vermi che sbucano dalle orbite vuote di un cadavere in decomposizione.

L'impotenza mi tormenta, ogni volta che sento parlare della Libia la rabbia mi sale dal cuore. Forse storicamente questo colpo di stato degli stranieri non è così importante, e anche moralmente è solo una delle tante ingiustizie nel mondo che saranno dipinte come grandi progressi della democrazia, ma non è una buona ragione per essere complici degli assassinii nei bombardamenti, del prolungamento artificioso della guerra grazie all'intervento esterno, e del tentativo di rovesciare il governo di un popolo che finora si è governato molto meglio di quanto non abbiano fatto italiani o americani.

Il terrorista che negli anni di piombo era famoso come "Frate Mitra", e che era andato a combattere in sudamerica, condannò le brigate rosse dicendo che lì dove era andato lui la lotta armata era purtroppo l'unica strada per sperare di cambiare le cose, ma si rifiutava di credere che anche in Italia fosse così. Io invece temo che neanche con le armi si riuscirebbe a cambiare realmente le cose, perchè dovrebbe essere il popolo a prendere le armi, e gli italiani al massimo sanno prendere in mano i telefonini... puoi fargli qualunque cosa, ma gli italiani porgeranno sempre l'altra guancia, non perchè siano religiosi o fiduciosi, anzi non credono per nulla ai politici, né a Dio né al futuro, ma alla fine seguono sempre il consiglio di Mussolini: se ne fregano...
Se anche qualcuno arrivasse a dare una scossa a questo cadavere al massimo potrebbe trasformarlo in un Frankenstein, che forse finirebbe per rimpiangere di essere stato svegliato alla coscienza della sua miseria.

Tuttavia disperarsi o recriminare non serve a niente, questo è il mondo in cui ci è toccato vivere: non ci sono imperi da creare, rivoluzioni da guidare, territori da scoprire, ci sono solo cadaveri da seppellire e nuove generazioni da allevare in un pessimo ambiente e con un nero futuro ben difficile da mutare davanti a noi, con animali che si estinguono, temperature che si alzano, risorse che si esauriscono, guerre e fame che falciano o minacciano centinaia di milioni di persone all'anno...

E se le armi sono inutili l'unica soluzione è lo studio, l'applicazione, la dedizione, l'informazione, la cultura, l'educazione. Un giorno ci saranno grandi cambiamenti che sconvolgeranno il mondo, così come è stato con invenzioni come l'elettricità o il computer, o eventi come le guerre mondiali o la rivoluzione francese. Oggi non possiamo sapere in cosa consisteranno questi cambiamenti che smuoveranno la situazione attuale, né possiamo sapere se saranno in meglio o in peggio, ma possiamo prepararci e preparare le future generazioni con lo studio della storia, della filosofia, della morale, dell'animo e della mente umane, in modo da capire meglio noi stessi e fare quanti meno errori possibili in futuro.

Per adesso comunque, anche in questo mondo marcio, Tripoli resiste ancora.

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L’educazione e la scuola secondo Don Milani

June 15th, 2011 No comments

Da bestia si può diventare uomini e da uomini si può diventare santi: Ma da bestia a santi con un solo passo non si può diventare.
Don Lorenzo Milani, Da "Esperienze pastorali"

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Questa è una delle frasi più belle e significative di don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana che con la sua testardaggine si è guadagnato di dirito un posto nella storia italiana del ventesimo secolo.

Don Milani era molto critico verso la Chiesa, e soprattutto verso la distanza di questa dal popolo, perchè dopo essere stato mandato a Barbiana, un paesino di qualche casa sparsa sull'appennino toscano, vide come la gente di cui avrebbe dovuto occuparsi viveva nella povertà e nell'ignoranza. I bambini, tutti figli di pastori, non avevano tempo da perdere perchè dovevano aiutare in casa e lavorare, e così senza praticamente nessuna istruzione (c'era solo una scuola elementare) avrebbero continuato a fare i pastori anche loro, oppure spinti dalla fame sarebbero emigrati a Firenze come disoccupati in cerca di un lavoro qualunque.
Fu così che don Milani decise di creare una scuola per i bambini nella chiesa, insegnandogli italiano, matematica, inglese, storia, ed evitando di parlare di religione.

Per questo venne criticato da molti che dicevano che avrebbe dovuto attenersi ai suoi doveri di sacerdote invece di fare il mestro, e la risposta di don Milani era quella citata qui sopra: perchè se gli uomini sono ignoranti, se non hanno speranze per il futuro, se vivono isolati e fuori da una comunità in cui possono crescere umanamente, socialmente e moralmente, i preti non servono a nulla di più che celebrare matrimoni e funerali. E la Chiesa, con i suoi vescovi con gli anelli d'oro e i soldi che riceve dallo stato italiano e dalla carità dei fedeli, dovrebbe preoccuparsi prima di tutto di questo, soprattutto nei posti più sperduti dove l'ignoranza e la mancanza di scuole è maggiore, e dovrebbe farlo gratuitamente tramite i preti, non con scuole private a pagamento.

La Chiesa ha sempre mantenuto il potere tenendo la gente nell'ignoranza. Dopo che è stata l'unica depositaria della cultura classica nell'alto medioevo, una volta preso il potere la Chiesa trasformò il popolo in gregge da condurre dove voleva lei. Con la nascita dello stato moderno esso ha preso il posto della Chiesa nell'educazione, e la Chiesa non si è ancora oggi arresa a questo e continua a fare "concorrenza" allo stato con le sue scuole, paradossalmente però le scuole della Chiesa, che dovrebbe aiutare i più poveri e deboli, sono a pagamento, mentre le scuole statali sono gratuite. La diffidenza della Chiesa verso un popolo acculturato, che sappia riflettere e giudicare, non è ancora tramontata, e così preferisce ancora puntare sulla forza della superstizione che sul ragionamento, non capendo che se Galileo e tutti quelli che lo hanno seguito ha così danneggiato la Chiesa, non è stato perchè ha dimostrato che quello che era scritto nella Bibbia non era vero, ma perchè la Chiesa ha per secoli negato anche l'evidenza, non ammettendo di essersi sbagliata. Certo è vero che ammettendo un errore avrebbe anche ammesso di non essere infallibile, e quindi le si sarebbe potuta contestare qualunque altra idea, ma è comunque più credibile un prete che ha commesso qualche errore rispetto ad uno che vuole solo aver ragione a tutti i costi e non ammette alcuna critica.

Don Milani è stato un grande personaggio, certo oggi molti dei problemi di cui parlava non ci sono più: non c'è, se non in casi rari, quella povertà di Barbiana, tuttavia anche i ragazzi che vanno a scuola sono sempre più ignoranti; non ci sono più gli scontri tra comunisti e fascisti; non c'è più una scuola autoritaria che boccia i più sfortunati, ma c'è una scuola che promuove gli ignoranti dopo non essere stata capace di insegnargli nulla. E poi al di là dei problemi affrontati ciò che è importante in don Milani è il modo in cui ha organizzato la sua comunità di studio a Barbiana: studiando tutti insieme, discutendo, e scrivendo insieme anche i libri; ed anche gli ideali che erano alla base della sua vita: il cercare di servire gli altri, di migliorarne le condizioni morali e materiali, di offrire come alternativa al comunismo non un cieco anatema ma l'uso della ragione per trovare delle soluzioni alternative un po' meno drastiche, ma senza negare i problemi posti dai comunisti od affidarsi alla divina provvidenza per risolverli.

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