Archive

Posts Tagged ‘idee’

La guerra nucleare in un vasetto di marmellata

June 11th, 2011 No comments

Il video qui sopra è la conferenza di un fisico nucleare americano sugli armamenti nucleari della Corea del nord, dopo un viaggio fatto là per verificare la capacità produttiva dei nord coreani e l’effettivo potenziale nucleare del loro esercito.
Il discorso, a parte questo, verteva anche su come potesse essere possibile spingere i nord coreani ad evitare la produzione di armamenti nucleari e cosa potrebbe andare storto in futuro che potrebbe causare l’uso di queste armi (una guerra con la corea del sud, una rivoluzione interna o un golpe militare, la vendita di armi ai terroristi o ad altri stati).

La cosa più interessante per me è stato quando questo fisico ha descritto come i coreani gli abbiano, dietro sua richiesta della prova di poter costruire bombe atomiche, portato un contenitore con dentro una specie di vaso di marmellata contenente il plutonio prodotto dalle centrali atomiche coreane. Lui lo ha preso il mano per verificarne il peso (il plutonio ha un peso specifico molto alto, quindi anche solo un vasetto pesa qualche chilo), capendo che era realmente plutonio.
Essendo un fisico nucleare non si è particolarmente scomposto nel tenere tra le mani un contenitore che, se si fosse aperto, avrebbe ucciso lui e tutti quelli che erano in quella stanza, perchè il plutonio ha un basso livello di radioattività e una semplice parete di vetro o di plastica basta ad isolarla.

Filosoficamente questo episodio può fare pensare a come nel mondo moderno sia possibile letteralmente tenere in mano la futura morte di centinaia di migliaia o milioni di persone, una cosa che le persone comuni quasi mai riescono a concepire. Tuttavia non si tratta di questo di cui volevo parlare, ma di come si devono sentire le persone non comuni, quelli che sono abituati a maneggiare questi strumenti di morte ogni giorno, e i politici e militari che ne hanno il controllo e possono usarli.

Se in quell’incontro si fosse fatto presente ai coreani l’insensatezza delle loro azioni e la quantità di morte e distruzione che, in un modo o nell’altro, esse causaranno (perchè quelle bombe prima o poi ci sarà qualcuno che le userà in qualche modo, e il fatto che dal tempo di Nagasaki nessuno l’abbia più fatto non significa nulla, se non che siamo stati abbastanza fortunati), difficilmente avrebbero potuto ribattere qualcosa di sensato.
Il problema di come convincere i nord coreani a non creare un arsenale atomico è un falso problema, le ragioni per non farlo sono ovvie e le capirebbe anche un bambino, il problema è: chi è che glielo deve andare a dire? Sì perchè se sono gli americani a dirglielo, che hanno 8500 testate atomiche pronte al lancio, il discorso sembrerebbe un pochino ipocrita, e così anche se fossero i cinesi con le loro 250 testate atomiche. Inoltre le invasioni di Afghanistan ed Iraq e i bombardamenti sulla Libia hanno dimostrato che i paesi senza bomba atomica o si piegano agli americani o vengono bombardati e invasi, anche se la corea del nord non fosse retta da una dittatura familiare che pensa solo alla sua autoconservazione, e avesse a cuore l’interesse del popolo, la costruzione di armamenti nucleari potrebbe apparire come una logica necessità per proteggere lo stato.

Per questa ragione questo fisico nucleare non ha fatto altro che verificare che si trattasse di plutonio senza dire niente, perchè sa anche lui che non è in una posizione tale da poter dettare regole morali.
Il pacifismo è una questione di cultura, sia dei governanti che del popolo, non è qualcosa che possa essere imposto con la forza dall’esterno, e se non si è coerenti, nemmeno con la ragione. La cultura potrebbe essere descritta come quell’insieme di idee, di tecniche e di arti che permette di mettere a buon frutto l’intelletto umano, evitando morti inutili, migliorando con tanto la quantità (come la medicina che permette di vivere fino ad 80 anni o anche 100), ma la qualità della vita, offrendo agli uomini non merce da consumare ma ideali in cui credere, speranze da realizzare.

L’America ha ancora le migliori università del mondo e la maggiore produzione industriale, anche se sta per essere sorpassata dalla Cina in entrambe le cose, ma ha anche il maggior numero di fabbriche di armi, il maggiore esercito (e il più attivo in tutto il mondo), dei servizi segreti che consumano 80 miliardi di dollari all’anno senza che il popolo americano o chiunque altro nel mondo sappia che cosa stanno facendo e contro chi… Quando  Stalin cercò di arrivare alla bomba atomica mise un mitra alla testa dei suoi migliori scienziati per farlo, gli americani invece hanno ottenuto tutte le loro armi tecnologiche, dal napalm ai satelliti spia, dalle bombe a grappolo ai missili intercontinentali, dai bombardieri invisibili ai proiettili all’uranio impoverito, da scienziati pagati dallo stato, che non avevano nessun obbligo di fare quelle ricerche, avrebbero potuto creare un nuovo vaccino per qualche malattia, studiare forme di energia alternativa per inquinare di meno l’ambiente, occuparsi dei processi cognitivi del cervello in modo da poter insegnare alla gente come diventare più intelligenti e risolvere diversi problemi mentali, invece hanno liberamente scelto di costruire macchine di morte, e lo hanno fatto solo per soldi.

Non si tratta solo delle bombe atomiche e del pericolo di una guerra nucleare, nel mondo ogni anno muoiono milioni di persone in conflitti “normali”, durante la seconda guerra mondiale morirono più persone nei bombardamenti a tappeto di Tokyo che non nei due bombardamenti nucleari, e in Africa muoiono milioni di persone ogni anno di fame e di sete perchè il loro governi sono corrotti o impotenti, ed i veri padroni sono le multinazionali straniere che possono così comprare a prezzo di favore le loro materie prime.
Se si vogliono cambiare le cose, cambiare i metodi e le finalità dei governi, delle industrie e delle economie, bisogna prima di tutto gettare via le armi. Non si può parlare di pacifismo quando si ha un esercito superarmato, e nemmeno quando se ne ha uno un po’ meno armato, come non si può accusare gli altri di essere criminali, come contro Gheddafi o Saddam, quando il tuo esercito ha ucciso milioni di persone negli ultimi decenni, e le tue industrie nel mondo milioni ogni anno.

Se si vuole prendere in mano la penna bisogna lasciare la spada, altrimenti la gente guarderà solo alla spada per paura di essere uccisa, e si dimenticherà della penna.

Il libro qui sotto è la storia di  Robert Oppenheimer, uno dei principali creatori della bomba atomica assieme ad Einstein e Fermi, e di come si sia poi pentito di quello che aveva fatto (l’unico assieme ad Einstein) e abbia cercato di proporre un controllo internazionale degli armamenti atomici, non rendendoli disponibili alle decisioni dei singoli stati, spesso dettate da ragioni nazionaliste, economiche, irrazionali o in ogni caso sbagliate.

Categories: Idee Tags: , ,

La storia maestra di vita – Historia magistra vitae

June 7th, 2011 No comments

Historia magistra vitae
(Cicerone, De Oratore, II)

La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.
(Platone)

La teoria della storia maestra di vita si basa sull’idea che conoscendo gli errori passati sia possibile non ripeterli in futuro, ed anche trarre dei generali insegnamenti morali su come ci si deve comportare vedendo gli errori del passato come anche le cose ben riuscite.
Oggi, in un’epoca in cui siamo sommersi di libri e di informazioni, vi sono migliaia e migliaia di libri di storia su più o meno ogni argomento, tuttavia gli italiani (ma in misura minore anche gli stranieri), sono sempre più ignoranti dell’argomento, soprattutto i giovani. Questo mondo moderno è come una piovra che ti avvolge coi suoi tentacoli, solo che invece di divorarti si ciba di te poco a poco, facendoti vivere in un mondo di eterno presente, in cui non si sa, né si vuole sapere, nulla del passato, e non si ha nessuna attenzione o preoccupazione per il futuro prossimo e remoto. Questo mondo di nevrotici ricchi e infelici è un mondo di ignoranti, ma la cosa che la gente più ignora è che siano esistiti, o che esistano tuttora sulla terra, popoli che vivono diversamente: che non hanno i soldi come pensiero cardine della vita; non si fanno chiamare “ragazzi” fino a quando hanno 40 anni; lavorano nei campi, nelle miniere, nelle fabbriche o come artigiani quasi tutto il giorno e non sono stressati; hanno degli ideali derivanti dall’educazione dei genitori e dallo stato e dall’epoca in cui vivono, dalla loro filosofia e dalla loro religione.

Un uomo moderno che si trova faccia a faccia con esempi di epoche passate cosa può pensare di se stesso? La persona che segue Berlusconi pensando che sia un grande statista cosa penserebbe se si trovasse a paragonarlo con De Gasperi, Giolitti, Napoleone o Augusto? Chi si trova ad andare a votare a testa bassa in Italia partiti che sono solo uno peggiore dell’altro che cosa penserebbe di se stesso confrontandosi con i francesi che hanno lottato per la rivoluzione? Chi è giovane e come unico obiettivo nella vita si trova finire la scuola, andare all’università e cercare di divertirsi il più possibile, e poi chissà… che cosa penserebbe di grandi moti ideali come la resistenza della repubblica romana, la grande marcia di Mao, o il sentiero di Ho Chi Minh?
Ma il problema è che la storia si fa col sudore e col sangue, proprio ed altrui, bisogna essere disposti a soffrire, a morire (o almeno a rischiare di morire), e spesso anche a uccidere, perchè i grandi cambiamenti, e spesso anche i piccoli, non arriverebbero mai se si aspettasse sempre che essi fossero “concessi dall’alto”. Oggi invece non c’è nessuno spirito di sacrificio, e paradossalmente la nostra è la società con più problemi psichici della storia dell’umanità: stress, nevrosi, paure di ogni genere, incapacità relazionali, violenze domestiche e stalking, droga e alcolismo, e una insoddisfazione generale che colpisce quasi tutti, dal milionario che non sa come spendere la sua esistenza perchè ha già tutto al precario che non si sente padrone della sua vita perchè non sa se domani avrà ancora un lavoro. Il paradosso sta nel fatto che se la gente è così infelice e insoddisfatta perchè non si dà da fare per cambiare le cose?

Credo che la ragione di questa inerzia stia nella storia, nel modo in cui la gente comune conosce e interpreta la storia del suo paese come anche la sua storia personale. La visione della storia non è, infatti, qualcosa di limitato alla Storia con la s maiuscola, ognuno ha anche un suo passato da interpretare e con cui convivere, e quel passato plasma l’idea che quella persona ha di se stesso, compreso quello che sa e non sa fare e quello che desidera essere.
Le persone di oggi apparentemente vivono in un mondo enormemente più libero e ricco di possibilità che in passato, quando spesso nascevi e morivi in un posto senza mai vedere nessun altro luogo, e facevi il mestiere di tuo padre o di tua madre. Tuttavia gli uomini finiscono per autolimitarsi perchè la società insegna molte cose ma non come si fa ad essere padroni di se stessi, cosa vuol dire sacrificarsi per qualcosa o qualcuno; così facendo finiscono per vivere solo per valori materiali e immediati: i soldi, il piacere, la moda, la carriera e il prestigio sociale, e lo fanno soprattutto perchè nessuno gli ha mai insegnato che potrebbero essere persone diverse, che potrebbero fare delle cose migliori nella loro vita.

Prendiamo come esempio i ragazzini che ammirano i ragazzi di Amici di Maria de Filippi, o i tronisti, o le veline, non lo fanno perchè siano nati stupidi o senza ambizioni, ma perchè non vedono nessun altro esempio diverso. Chi è che oggi potrebbe voler fare l’intellettuale quando l’unico “intellettuale” che si vede in televisione è Sgarbi che urla e insulta a casaccio tanto per fare audience? Chi è che potrebbe pensare di fare il medico, aiutare gli altri, o fare il ricercatore, quando in televisione si vedono solo servizi sulle operazioni di chirurgia plastica delle star, e nessuna storia di medici che raccontano di pazienti a cui hanno salvato la vita?
Questi ragazzi vivono in una vita di plastica, in cui nulla ha realmente valore e tutto è usa e getta, perchè non riescono a immaginarsi diversi da così, né ad immaginare un mondo diverso. La storia invece insegna che ci sono tantissimi modi diversi di vivere, e che questi modi sono in continui cambiamento, a volte rapidamente e a volte lentamente, ma sempre inesorabilmente. Solo che se non si è attivi, se non si fa qualcosa per cambiare e non si riflette su cosa e come si vuole cambiare, si finirà per essere dalla parte di quelle persone passive che subiscono solo il cambiamento, che accettano quanto deciso dagli altri. E’ curioso come oggi uno come Berlusconi od Obama possa sembrare, grazie alla televisione, molto più lontano ed irraggiungibile di uno come il re Sole, o qualche imperatore romano; il popolo minuto in passato non è che credesse che queste persone fossero diverse da loro, credevano solo che per diritto di nascita a quelle era toccato di comandare, e a loro di servire, mentre oggi c’è, nei confronti delle persone che stanno in televisione, una sorta di senso di inferiorità da parte della gente comune, inferiorità che può essere colmata solo dal raggiungere la notorietà diventando famosi; mentre invece in passato si poteva pensare di elevarsi socialmente cambiando la società e le regole che la organizzano, oggi nessuno pensa che il “sistema” sia ingiusto e vada cambiato, questo soprattutto negli ultimi anni con l’arrivo del grande fratello e del gossip ad ogni ora del giorno e della notte, perchè ora chiunque dal niente, senza fare niente, senza saper fare niente, e senza sapere niente, può diventare famoso con un po’ di fortuna, mentre in passato nessuno poteva diventare re, duca o barone nascendo contadino.

Lo studio della storia non è semplicemente la memorizzazione di fatti e date, è lo studio dell’uomo e di tutto quanto di bene e di male non solo ha fatto, ma soprattutto è in grado di fare. Studiare la storia significa amare l’uomo e se stessi, comprendere meglio chi siamo ed imparare ad avere un miglior rapporto con gli altri, perchè fino a quando il tuo orizzonte è ristretto e pensi solo all’immediato che sta sotto il tuo naso sarai sempre egoista e infelice.
Oggi si dà molta più importanza alle materie scientifiche per via dei grandi progressi che si continuano a fare e che sono sotto gli occhi di tutti, e non è sbagliato perchè è necessario il progresso scientifico per risolvere i problemi dell’inquinamento, della mancanza di risorse, della sovrappopolazione, tuttavia anche la storia, la morale e il diritto sono importanti: che senso ha che qualche ricercatore scopra come salvare dei bambini da qualche malattia rara, se poi degli altri bambini vengono uccisi sotto i bombardamenti della nato o muoiono di fame perchè è nell’interesse delle nazioni ricche lasciare nella povertà e nella dipendenza lo stato in cui quei bambini sono nati? La scienza può salvare e costruire, ma molto più facilmente può uccidere e distruggere, è compito della storia insegnare quando le distruzioni sono inutili (cioè quasi sempre), e quali sono i valori e le imprese che sono degni di ammirazione per uno stato e per la singola persona.

Categories: Idee Tags: ,

Essere veri uomini nel ventunesimo secolo

March 4th, 2011 No comments

La cosa triste quando ti guardi intorno e fai un confronto col passato, soprattutto in Italia, sono i nomi: De Gasperi, Andreotti, Craxi, Berlusconi; Ungaretti, Montale, Pasolini, Flavio Oreglio (il comico di Zelig, non che abbia nulla contro di lui, è che è l’unico oggi di cui gli italiani ascoltino dei versi); Gramsci, Togliatti, Berlinguer, Bertinotti; Turati, Nenni, Craxi, D’Alema, n.p. (non pervenuto, tanto un segretario del pd vale l’altro, cioè zero); Giorgio Enrico Falck, Giovanni Agnelli, Gianni Agnelli, Enrico Mattei, Cefis, Sindona, Berlusconi, Geronzi, Ligresti, Colaninno e Marchionne.

Mancano i nomi.
Mancano le persone.
Mancano le idee.
E’ una caduta verticale, un precipitare nel nulla dimenticando cos’è lo stato, la poesia, il comunismo, il socialismo, e l’imprenditoria… dimenticando insomma cos’è l’uomo in tutti i suoi aspetti.

Oggi mancano sempre più idee, ideali, uomini veri capaci di descrivere la realtà e dare speranza e arricchimento al popolo, per questo è difficile essere veri uomini nel ventunesimo secolo.

Questo lo si può vedere chiaramente provando a guardare rai storia vedendo quello che la rai ha prodotto fino alla fine degli anni ’70, prima del totale trionfo della partitocrazia con Craxi e dell’emulazione delle televisioni di Berlusconi, quando ancora, come diceva Biagi “su 4 giornalisti assunti uno era democristiano, uno comunista, uno socialista o di qualche partito minore, e uno un bravo giornalista”. Basta vedere quali erano gli argomenti trattati: le condizioni di vita al sud, l’analfabetismo e la mancanza di istruzione, le condizioni di vita nelle fabbriche, l’educazione dei bambini nel mondo moderno, i racconti dei combattenti o dei civili durante la seconda guerra mondiale, le interviste di Montanelli, Biagi e Giovanni Minoli (l’unico che abbia prodotto qualcosa in rai ad esclusione di Biagi e pochissimi altri dagli anni ’80 in poi con Mixer e che infatti dirige rai storia).
Erano programmi perfetti? No, certo. Dovevano rispondere della sempre presente censura italiana: non si poteva parlare di sesso; non si poteva parlare male della Chiesa; non si poteva parlare dei crimini commessi dai comunisti in Russia, nei paesi dell’Europa orientale, o nelle foibe; non si poteva parlare del fascismo se non male e senza entrare nei dettagli, senza cercare di analizzare più approfonditamente fatti e personaggi del tempo; non si poteva offendere in nessun modo i politici, e Vianello poteva essere espulso dalla rai per avere riproposto la scenetta di Gronchi che finisce per terra perchè gli portano via la sedia mentre si stava sedendo, e Alighiero Noschese poteva imitare Andreotti, ma doveva sempre fornirgli prima i testi con tutte le battute perchè lui le approvasse.
Questi però sono dettagli, tutte le società hanno i loro limiti, i loro difetti, i loro tabù, da nessuna parte puoi dire tutto su tutto e fare qualunque cosa, c’è sempre qualche regola stupida, vecchia o miope, qualche privilegio, qualche sopruso, tuttavia normalmente gli uomini cercano di vivere al meglio all’interno di questi limiti, alcuni più temerari li oltrepasseranno e forse verranno puniti per questo, o forse smuoveranno la società che cambierà, o entrambe le cose, la maggior parte vivrà alla meglio in quei limiti.

Oggi invece sembra che la realtà sia scomparsa, non si può più parlare di essa: gli unici documentari sulla guerra che vedi sono sulla seconda guerra mondiale, non esistono la guerra di Corea, quella d’Indocina, quella del Vietnam, la prima e la seconda guerra del golfo, e la guerra in Afghanistan, in Italia si può parlare di morti ammazzati solo quando i cadaveri sono vecchi di almeno 50-60 anni, cioè quando ormai non gliene frega più niente a nessuno e non hanno alcun peso politico; nessuno parla delle condizioni del meridione, Saviano ha fatto tanto scalpore non perchè sia chissà quale genio ma semplicemente perchè è stato l’unico a parlare della camorra, ma per il resto se ci sono i rifiuti a Napoli per le televisioni di Berlusconi la colpa è dei napoletani, contro cui bisogna mandare l’esercito, i politici che hanno governato per 30 anni la zona e i camorristi con cui si sono spartiti i soldi possono prendersi anche i soldi per l’emergenza, e una volta fatto l’intervento ad effetto si dice che il problema è risolto anche se i rifiuti continuano ad esserci; una donna viene violentata a Roma da un rumeno e si scatenano televisioni e folla a parlarne giorni e giorni e ad inveire contro gli stranieri, casualmente pochi giorni dopo c’è l’elezione del sindaco di Roma e Alemanno ha puntato tutto sull’ordine e il problema degli zingari e degli immigrati, dopo l’elezione di Alemanno nessuno parla più dell’episodio, intanto a Roma ogni giorno 3 donne vengono violentate, sono passati 3 anni, il che vuol dire circa un migliaio di donne violentate (senza contare le violenze domestiche che non vengono denunciate), ma non essendo periodo di elezioni sono state sfortunate, hanno scelto il momento sbagliato per farsi violentare.

Ecco perchè non ci sono più intellettuali, giornalisti, scrittori e poeti: perchè manca ormai il contatto con la realtà, e senza di esso non puoi diventare nessuno. E se anche lo diventassi nessuno ti permetterebbe di parlare. E se anche parlassi ben pochi ti ascolterebbero, perchè ormai la gente è abituata a sentir parlare solo del grande fratello, di qualche misterioso omicidio sanguinario, dei ragazzi di amici, della crisi economica, di Berlusconi che deve dimettersi o della magistratura che è comunista… la realtà è scomparsa, e con essa sono scomparsi gli uomini perchè è scomparsa la loro umanità.

Ovviamente anche leggendo libri un po’ datati si vede la differenza, ma ho scelto di usare rai storia e la televisione come esempio perchè purtroppo la televisione è molto più potente, ed influenza terribilmente la gente al punto da rendere per molti i libri e internet inutili, perchè se ti abitui a non pensare, a non avere idee, ad occuparti solo di cose futili, poi anche quando hai a disposizione uno strumento che ti  consentirebbe di acculturarti, di informarti, di crescere come persona non lo userai perchè non saprai cosa cercare.

Queste parole e questo sito in generale nascono da questo vuoto di idee e di uomini.
Io ho 29 anni, e ho vissuto da bambino il trionfo di Berlusconi nella società italiana, sono cresciuto guardando le sue televisioni e tifando per il Milan di Sacchi e Capello. Solo quando ho incominciato a pensare ho capito che era tutta una truffa, ma l’ho potuto capire grazie a quelle poche persone che in televisione cantavano fuori dal coro: Funari, Luttazzi e Travaglio. Se non ci fossero stati loro a darmi una prospettiva diversa avrei continuato a pensare che Berlusconi era un bravissimo uomo di successo, capace e nelle cui mani si poteva affidare un paese. Ma non si tratta solo di Berlusconi in sé, ma della politica e della realtà in generale: significa avere degli ideali, interessarsi al benessere della gente, capire come il fare o non fare certe cose possa significare la vita o la morte di certe persone, o comunque un cambiamento radicale nelle loro vite.

Per questo quando guardo un po’ indietro a scrittori come Montanelli, Pasolini, Sciascia, o a intellettuali e politici impegnati che facevano il loro lavoro perchè ci credevano veramente e pensavano di poter cambiare il mondo, o almeno di poterlo migliorare un poco o evitare che cadesse nel baratro, sento dolorosamente la differenza col presente e il suo vuoto siderale.
Questi personaggi avevano anche un vantaggio rispetto alle persone di oggi: si erano date da fare da giovani, avevano combattutto la seconda guerra mondiale, avevano dovuto combattere o sopravvivere col fascismo, avevano vissuto nelle macerie della ricostruzione del dopoguerra… oggi invece cosa possono fare i giovani? vegetare per 30 anni davanti alla televisione e al computer andando a scuola e all’università per poi avere un pezzo di carta che non gli servirà a nulla e non sapere né chi sono né cosa possono fare nella vita. E quando si diventa adulti dopo una vita simile che persone si può essere?

Se siete giovani datevi da fare, se avete delle passioni seguitele, se non ne avete trovatele, non perdete tempo… stimolate il cervello, pensate, create, soffrite, lottate… e se avete dei figli smettetela di fare come quasi tutti gli italiani, che pensano che per sistemare un figlio basti dargli una laurea e una casa di proprietà, nella maggior parte dei casi i figli è meglio buttarli sulla strada perchè siano costretti a vivere… e non vi preoccupate, la maggior parte degli uomini in tutti i paesi e in tutte le epoche, sono sopravvissuti tranquillamente a problemi ben peggiori.

Categories: Idee Tags:

Il senso della scrittura nell’era di internet

February 28th, 2011 No comments

La storia ha spesso amore per i contrasti e i paradossi, così siamo in un tempo in cui abbiamo a disposizione un mezzo che ci consente di accedere alla maggior parte del sapere umano eppure quasi nessuno lo usa per imparare qualcosa, e abbiamo anche per la prima volta la possibilità di scrivere gratis tutto quello che ci pare e poterlo far leggere in tutto il mondo, ma molto pochi hanno qualcosa di significativo da dire. L’umanità è dormiente, almeno quel terzo di umanità che vive nei paesi ricchi e potrebbe utilmente usare internet, probabilmente spetterà agli altri due terzi raccoglierne i frutti: i cinesi, gli indiani, i latino-americani, gli africani… mentre europei e americani saranno ancora impegnati a leggere i commenti sulla loro pagina di facebook gli altri staranno creando un nuovo mondo.

Il declino dell’Europa e degli Stati Uniti è certo, è in corso già da un secolo e mezzo e non si arresterà, e non è un declino economico ma degli uomini: i soldi girano se ci sono idee nuove, e la gente spende se ha speranza nel futuro, l’economia non è che una delle prove pratiche dei principi su cui si basa una società, e questo autoproclamatosi Primo Mondo già da diversi decenni non ha più alcun principio.

Internet è importante proprio per questo: rende possibile studiare la storia, la filosofia, la letteratura del passato, i principi che hanno portato l’umanità dove è ora, giusti o sbagliati che siano stati. Il passato è ancora più importante quando il presente è inesistente, e guardando il passato e ricordando che ci sono uomini che hanno lottato, che hanno avuto passioni, che hanno cambiato il mondo, che sono morti nel tentativo di cambiare il mondo, allora forse qualcosa migliorerà, ed il declino di questa civiltà potrà essere un po’ meno tragico e un po’ più onorevole.

Non possiamo sapere tutte le conseguenze delle nostre azioni, per questo dobbiamo comportarci sempre nella maniera migliore. Forse un giorno qualcuno dei tanti ragazzi italiani che oggi pensa solo ai videogiochi e ai social network passerà di qua e troverà qualcosa che lo farà riflettere, e magari questo ragazzo nel 2045 sarà l’imperatore dell’Europa, e potrà essere un buon imperatore anche per quello che ha letto qui.
Pensate cosa sarebbe accaduto se una bella ragazza ebrea fosse entrata 80 anni fa in una birreria di Monaco, avesse incontrato Hitler e l’avesse fatto innamorare: il nazismo non sarebbe mai nato, certo l’insoddisfazione dei tedeschi sarebbe rimasta e nulla ci dice che al posto del nazismo non avrebbe potuto nascere un movimento peggiore, ma sicuramente la storia sarebbe stata molto diversa.
E allora Hitler era solo un povero ubriacone che farneticava in una birreria con qualche compagno di sbronza, non puoi mai essere sicuro che un tipo anonimo e all’apparenza mediocre non possa trasformarsi in un perno fondamentale della storia.

Per questo è importante cercare di imparare, cercare di insegnare, cercare di trasmettere ciò che si conosce, anche se sembra che a nessuno gliene freghi niente. Avevo provato a mettere un link su wikipedia all’articolo sul canto di Manfredi del Purgatorio, un moderatore me l’ha tolto commentando che l’articolo era “di valore modesto”.
Non lo contesto, è vero, devo ancora imparare molto, spero comunque che quello che scrivo possa essere utile a qualcuno.

Categories: Idee Tags: