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Che cosa vuol dire essere veramente liberi

July 11th, 2011 No comments
La somma di libertà più libertà è come dire che due più due fa quattro. Se ciò è concesso, allora segue tutto il resto. 

Questa famosa citazione di George Orwell sulla libertà nel suo libro 1984 è ancora attuale oggi per capire cosa significa essere veramente liberi, soprattutto in Italia dove da sempre il potere se proprio non ti obbliga a dire che due più due fa 1436 col resto di 3 (come faceva Stalin costringendo a far confessare a tutto macchinazioni e complotti contro di lui), almeno suggerisce a chi di dovere che non c'è bisogno di dirlo troppo forte che fa quattro, che le verità ovvie sono noiose e non interessano alla gente, che si può vivere anche senza sapere l'artitmetica...

L'Italia di Berlusconi è stata descritta spesso come una dittatura morbida, in realtà è soprattutto un dilagare dell'ignoranza, e il resto del mondo "civilizzato" non è molto meglio.
Si gettano bombe per salvare i civili, si contraggono debiti per pagare altri debiti, si paga la mafia per essere protetti, si usa l'energia nucleare e gli inceneritori per inquinare di meno, e tanti altri controsensi e nonsensi di cui sono pieni i giornali, i telegiornali, i discorsi di politici ed esperti, e non fanno più molto effetto perchè la gente un po' si è instupidita e un po' sì è abituata a considerare normale l'illogicità.

Guardate le vite vissute normalmente dagli italiani o dagli americani, pensate veramente che siano migliori e più libere di quelle di un libico o un cinese? La grande violenza delle società occidentali è dovunque: la pubblicità. Quanta gente passa tutto il suo tempo a cercare di guadagnare soldi per comprarsi una bella macchina, quante ragazze si prostituiscono per poter comprare vestiti firmati e telefonini, quanti vecchi si indebitano in buona fede ed ingenuamente dando la loro pensione a una delle tante società che offrono prestiti agevolati a pensionati, casermati e dipendenti statali? Quanti uomini decidono gli obiettivi della loro vita in base ai modelli della pubblicità, ad esempio lasciando le mogli per donne molto più giovani, oppure corrompendo o facendosi corrompere per guadagnare un po' di soldi, questo perchè nel mondo della pubblicità tutti sono belli e ricchi, e non c'è spazio per nessun altro valore e nessun altro pensiero.
Certo italiani e americani possono votare: negli ultimi 20 anni la "presunta" sinistra, anche quando al potere, non ha fatto nulla per limitare il potere economico di Berlusconi o per eliminare le leggi ad personam da lui stesso fatte, e tutti sono d'accordo sui grandi progetti come la tav che portano milioni di tangenti a tutti i partiti, così come tutti i partiti hanno appoggiato i bombardamenti e le invasioni della nato in kossovo, in afghanistan, in Iraq e in Libia. La stessa cosa si può dire per i presidenti americani: Bush padre ha invaso l'Iraq, Clinton ha bombardato la Jugoslavia, Bush figlio ha invaso Afghanistan e Iraq, e Obama dopo non aver fatto nulla per ritirare le truppe in medio oriente ha bombardato la Libia, quindi la politica di tutti questi presidenti e dei due partiti è assolutamente identica, non c'è alcuna reale differenza. Quindi che importanza ha poter votare se di fatto c'è un solo partito unico mascherato da due partiti differenti? E' ancora peggio di un partito unico come quello comunista cinese, perchè dà l'idea che esista la democrazia e la possibilità di scegliere, illude le persone più semplici o meno informate o acculturate che il voto possa cambiare le cose, e quindi tiene più buona la popolazione.

Questa nostra falsa libertà inoltre non è affatto "morbida", perchè ha conseguenze terribili sul resto del mondo. Un milione e mezzo di persone sono morte in Iraq negli ultimi dieci anni, mezzo milione circa durante la guerra e un milione durante l'occupazione, e altre centomila sono morte in Afghanistan, tanto è stato il costo dell'ignoranza degli americani che non sono riusciti a capire il trucco delle torri gemelle ma ci sono cascati in pieno dando altri miliardi di dollari all'esercito e alla cia per contrastare il terrorismo da loro stessi creato, ed è anche il costo dell'ignoranza e della pusillanimità degli europei che sono andati come sempre dietro agli americani come dei fedeli cagnolini.
Ma non ci sono solo i morti in guerra, ci sono anche i morti di fame e coloro che vivono nella miseria più nera in tutto il terzo mondo, e nelle parti povere dei paesi emergenti come India o Brasile, anche questi sono vittime delle menzogne e delle promesse di libertà dell'economia, vivendo in stati superindebitati con le banche straniere e occupati dalle grandi multinazionali, con governanti o impotenti o corrotti.
Poi ci sono anche le vittime delle società ricche: ci sono i giovani che crescono ignoranti e senza prospettive di futuro, i precari che non sanno se domani potranno mangiare, i soldati che vanno in missione di pace e la cui prima causa di morte è il suicidio, e la seconda il fuoco amico, e la terza i guasti agli elicotteri e ai camion (in pratica vengono mandati lì a morire dal loro governo, e solo occasionalmente capita che siano i nemici ad ucciderli), oppure i morti sia soldati che civili per l'uranio impoverito e per altre sostanze usate sperimentalmente dalle industrie di armi americane.

Ma forse le maggiori vittime di questa mancanza di libertà sono le persone comuni delle società occidentali, che vivono una vita gretta e vuota in balia di poteri che non comprendono, costretti ad essere assassini involontari di altri popoli, senza nessuna coscienza di se stessi, ma con un incrollabile orgoglio che li fa credere sempre migliori degli altri perchè hanno la "democrazia" e la "libertà". Gli abitanti di Tripoli almeno adesso attendono l'invasione della nato, e se anche moriranno almeno saranno morti per la loro libertà, ma a chi vive sotto il segno di Facebook, di Mediashopping e dell'Iphone non è concesso di morire per niente che, a torto o a ragione, consideri importante, può solo spendere tutti i suoi soldi per cercare di colmare il vuoto che è dentro di lui.

Ma non si può comprare l'umanità.

La vera essenza della libertà è nel dovere

June 24th, 2011 No comments

La libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri.
(Lettera di San Paolo ai galati)

Durante la seconda guerra mondiale gli americani usavano, per bombardare l’Italia, dei bombardieri chiamati “Liberator“, forse chi gli aveva dato questo nome era un fervente cristiano cosciente del fatto che i B24 avrebbero liberato gli italiani… anche se li avrebbero liberati solo del peso della fatica di vivere facendone massacri inutili.

Ci sono tanti modi di definire la parola “Libertà”. Nel mondo moderno parole come libertà e democrazia sono usate continuamente, sempre con una accezione positiva, e per indicare un gran numero di cose molto diverse tra loro. Questo porta a tanti errori, e soprattutto a tanti inganni: le “guerre per portare la democrazia” degli americani, l’educazione senza regole che hanno ricevuto i bambini negli ultimi 40 anni (e soprattutto 20) per non privarli della loro libertà, la privatizzazione dei servizi fondamentali dello stato in nome del libero mercato…

Anche gli antichi romani conquistavano gli altri popoli con la scusa di dargli delle leggi migliori, così come i crociati cercavano di conquistare la Palestina con la scusa di dargli una religione migliore, e gli inglesi crearono il loro impero sulla premessa del “fardello dell’uomo bianco” che doveva portare il progresso e la luce della modernità nel resto del mondo.
Tutte queste proposizioni sono sbagliate alla radice: se uno stato avesse una organizzazione, una religione, o delle tecniche chiaramente superiori al resto del mondo costituirebbe un esempio, tutti vorrebbero creare uno stato simile. Non ci sarebbe nessun bisogno di fare la guerra per portare la democrazia se gli stati democratici fossero visti come largamente migliori degli altri, come non ci sarebbe stato bisogno di portare il fardello dell’uomo bianco in giro per il mondo, sarebbe bastato chiedere alle popolazioni “incivili” di sottomettersi pacificamente, visti gli enormi vantaggi che avrebbero tratto dal diventare simii agli inglesi.

La libertà è un concetto sfuggente perchè richiede delle catene per essere vissuta. In parte è vero che essere stati prigionieri è importante per saper godersi la libertà e farne buon uso, infatti le generazioni precedenti che avevano vissuto il fascismo e la guerra davano molta più importanza al fatto di poter votare e al non sprecare il cibo, perchè da giovani erano stati abituati a non potersi permettere di fare quelle cose. Ma non è solo quello, è necessario avere un altro tipo di catene per essere liberi: le catene del dovere. Oggi purtroppo si parla solo di diritti e mai di doveri, senza capire che i primi non possono esistere senza i secondi. Inoltre la concezione di “libertà” è infantile perchè legata soprattutto all’idea di non avere doveri nei confronti di nessuno, come un bambino che non vuole fare i compiti, andare a scuola, o avere i genitori che gli dicono quello che deve fare.

Infine se fossimo un popolo libero e democratico perchè dovremmo imporre con la forza il nostro modo di essere agli altri? Sarebbe come se un santo, che ha trovato la sua pace ed è felice con se stesso, occupasse tutto il suo tempo a dare bastonate alla gente per convincerla a vivere come vive lui, che senso e che credibilità avrebbe un personaggio simile? Non solo un simile comportamento non è giustificato dal fatto di essere stati liberi e democratici, ma è anche la dimostrazione che non lo si è.

La violenza in alcuni rari casi è una necessità, ma quasi sempre è solo un segno di debolezza che dimostra che non si ha nulla da dire e da dare, soprattutto quando si è nella condizione dei paesi della nato, che sono ricchi e avrebbero infinite possibilità di impiego dei loro soldi, della loro tecnologia e delle loro intelligenze. Il discorso è un po’ diverso per i poveri e le vittime, come ad esempio i tanti kamikaze in Iraq, Afghanistan e Pakistan, o per i terroristi ceceni, in questo caso la violenza è una risposta disperata che sembra l’unica possibile nel momento in cui ti trovi di fronte un esercito superarmato a cui puoi fare a malapena qualche graffio. Pensate se vi trovaste al posto dei libici sotto i bombardamenti della nato e non vorreste arrendervi, ci sono delle navi al largo ma non avete navi o missili con cui colpirle, ci sono bombardieri che vi bombardano ma non avete radar e antiaerea con cui abbatterli, gli aerei e i carri armati sono stati tutti distrutti, e allora che cosa potete fare? Fare attentati terroristici nei paesi della nato apparirebbe come l’unico modo di colpire i nemici, perchè altrimenti non c’è nessuno scontro militare, è solo una carneficina in cui i libici possono solo scegliere se arrendersi o rischiare ogni giorno di essere uccisi. Ma la causa di questi pensieri è la guerra stessa che è stata creata dalla nato, sono stati gli americani a mettere molti popoli dei paesi arabi di fronte al dilemma di vivere come schiavi degli americani in un governo fantoccio o cercare di combattere.

I governi fantoccio sono l’ultima creazione della libertà moderna, perchè paradossalmente si pensa che un governo fasullo che sulla carta garantisce tutti i diritti fondamentali dell’uomo sia necessario se non si può avere di meglio. Quindi il ragionamento è che bisogna privare i popoli barbari della libertà per dargli la libertà, che è molto simile all’idea della nato di bombardare la Libia per evitare che Gheddafi bombardi la Libia, e di uccidere migliaia di civili nel tentativo di impedire a Gheddafi di uccidere qualche decina o centinaia di civili.

Chi ama la libertà evita le guerre proprio perchè sa che portano a questi paradossi. Se fai una guerra devi giustificarla, cioè devi incominciare a mentire per far credere di avere tutte le ragioni dalla tua parte, poi devi cercare di denigrare l’avversario, inventando fatti inesistenti o distorcendo quelli veri, infine devi sostenere che tu hai il diritto di uccidere, distruggere e privare gli altri della libertà ma lo fai a fin di bene, mentre gli altri non ne hanno alcun diritto e lo fanno solo per il proprio interesse. Se uno fosse un uomo libero come potrebbe accettare tutta questa serie di menzogne in cui sarebbe costretto a vivere? E se un popolo fosse libero come potrebbe accettare di essere complice di questi massacri ed averli sulla coscienza?

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