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Tao Te Ching di Lao Tzu – Il libro della via e della virtù

Il Tao Te Ching (o Daodejing in pinyin), è il più famoso e commentato libro della tradizione cinese assieme ai dialoghi di Confucio.
Si tratta di un libro molto difficile da comprendere ed aperto a diverse interpretazioni per via del modo oscuro in cui è scritto, da questo derivano le centinaia di commenti diversi e le molteplici traduzioni differenti del libro.

Tao in cinese significa via, Te è la virtù o il potere che ti rende in grado di seguire la via. Il Tao Te Ching è scritto in versi, non è quindi una trattazione filosofica sistematica ma un insieme di poesie il cui scopo è quello di indicare come l'uomo può trovare l'armonia con la natura e con gli altri uomini.

Non si sa nulla del suo autore Lao Tzu, e probabilmente non è mai esistito. Lo stesso nome Lao Tzu significa semplicemente "vecchio maestro", oppure, dato che il cinese non distingue singolari e plurali, potrebbe anche voler dire "vecchi maestri". Come per i dialoghi di Confucio e tutte le opere del periodo degli stati combattenti la preoccupazione fondamentale è quella di trovare un modo per organizzare lo stato in maniera che possa esserci pace e giustizia, essendo stato quello un periodo tormentato da guerre continue e molto sanguinose.

Il Tao che può essere detto
non è l'eterno Tao,
il nome che può essere nominato
non è l'eterno nome.
Senza nome è il principio
del Cielo e della Terra,
quando ha nome è la madre
delle diecimila creature.

La via del Tao proposta dal Tao Te Ching è difficile spiegare cosa sia, si tratta di arrivare ad agire con così estrema naturalezza che l'azione non costa più alcuno sforzo, da cui il termine "non azione" (wu wei). La non azione taoista non significa affatto inattività o pigrizia, vuol dire che uno ha così assimilato le motivazioni e le tecniche di ciò che fa che non ha più bisogno di pensare consciamente a quello che sta facendo, come un pittore che mentre sta dipingendo non si sforza di ritrarre la realtà così com'è in ogni dettaglio ma la osserva ed automaticamente la sua mano si muove per mettere sulla tela ciò che sta vedendo senza esitazioni.

Non a caso il Tao Te Ching è scritto in versi, perchè questo modo di pensare è tipico di un artista. Un filosofo "standard" scriverebbe testi in prosa e con argomentazione e confutazioni ordinate come quelli dei confuciani o dei legalisti; un artigiano, un mercante o un contadino sarebbe invece più vicino alle idee di Mo Tzu sul valore dell'esperienza pratica e la necessità di ignorare le differenze di classi sociali per avere maggiore giustizia; il taoismo invece rappresenta una strada adatta per le menti portate alla creatività, all'immaginazione, alla sensibilità, più che alla fredda analisi logica o ad un realismo terra terra, è quindi la filosofia degli artisti e dei religiosi, dei poeti e dei mistici, non a caso il taoismo è l'unica filosofia cinese che si sia costituita in una vera e propria religione, con i suoi preti, i suoi templi e i suoi rituali.

Per chi vuole comprendere la Cina, sia quella passata che quella attuale, la conoscenza del Tao Te Ching è indispensabile, perchè dai confuciani a Mao anche chi non è stato d'accordo per niente o quasi con i pensieri di Lao Tzu ha dovuto affrontarli e contestarli, e qualunque idea dello stato, della giustizia e dell'individuo in Cina è influenzata in un modo o nell'altro dal taoismo.

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