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Tripoli resiste ancora

Churchill quando ottenne a 35 anni un posto in parlamento e ci si aspettava che fosse contento del suo successo disse "Alla mia età Napoleone aveva vinto ad Austerlitz".
E' vero che Churchill si misurava con un metro di giudizio troppo elevato, non tanto perchè lui non potesse essere un uomo migliore di Napoleone quanto perchè lui divenne imperatore e dominatore dell'Europa in un momento molto particolare di crisi, ed il mondo era diverso a quel tempo ed un uomo poteva ancora partire alla sua conquista guidando grandi armate.

Tuttavia la preoccupazione di Churchill è comprensibile per me, è difficile nell'epoca moderna riuscire a pensare di poter fare grandi cose, soprattutto in politica, se pensi alle imprese del passato. La moderna democrazia ha reso tutto mediocre, e il consumismo e l'ignoranza hanno distrutto lo spirito delle popolazioni ricche, quindi anche se un uomo energico, onesto e pieno di buona volontà e di giusti ideali si trovasse a capo dell'Italia, o dell'America, o della Francia, o dell'Inghilterra, che cosa potrebbe mai riuscire a fare? Posto certo che riesca ad arrivare a quell'incarico, e riesca a superare tutti quelli che hanno interesse a tenere un uomo onesto e capace lontano dal potere.

Oggi mi piacerebbe poter andare a Tripoli e combattere per la difesa della città, l'ultimo palmo di Africa rimasta libera dalla colonizzazione straniera. Forse sarebbe un tentativo inutile, forse sarebbe una morte inutile, ma mi sembra sempre meglio di questa inutile vita in Italia, dove tutto marcisce e niente cambia, dove sembra sempre che non ci sia alcuna speranza, e da 25 anni ormai non esiste più storia perchè non ci sono più né uomini né fatti memorabili, ma solo vermi che sbucano dalle orbite vuote di un cadavere in decomposizione.

L'impotenza mi tormenta, ogni volta che sento parlare della Libia la rabbia mi sale dal cuore. Forse storicamente questo colpo di stato degli stranieri non è così importante, e anche moralmente è solo una delle tante ingiustizie nel mondo che saranno dipinte come grandi progressi della democrazia, ma non è una buona ragione per essere complici degli assassinii nei bombardamenti, del prolungamento artificioso della guerra grazie all'intervento esterno, e del tentativo di rovesciare il governo di un popolo che finora si è governato molto meglio di quanto non abbiano fatto italiani o americani.

Il terrorista che negli anni di piombo era famoso come "Frate Mitra", e che era andato a combattere in sudamerica, condannò le brigate rosse dicendo che lì dove era andato lui la lotta armata era purtroppo l'unica strada per sperare di cambiare le cose, ma si rifiutava di credere che anche in Italia fosse così. Io invece temo che neanche con le armi si riuscirebbe a cambiare realmente le cose, perchè dovrebbe essere il popolo a prendere le armi, e gli italiani al massimo sanno prendere in mano i telefonini... puoi fargli qualunque cosa, ma gli italiani porgeranno sempre l'altra guancia, non perchè siano religiosi o fiduciosi, anzi non credono per nulla ai politici, né a Dio né al futuro, ma alla fine seguono sempre il consiglio di Mussolini: se ne fregano...
Se anche qualcuno arrivasse a dare una scossa a questo cadavere al massimo potrebbe trasformarlo in un Frankenstein, che forse finirebbe per rimpiangere di essere stato svegliato alla coscienza della sua miseria.

Tuttavia disperarsi o recriminare non serve a niente, questo è il mondo in cui ci è toccato vivere: non ci sono imperi da creare, rivoluzioni da guidare, territori da scoprire, ci sono solo cadaveri da seppellire e nuove generazioni da allevare in un pessimo ambiente e con un nero futuro ben difficile da mutare davanti a noi, con animali che si estinguono, temperature che si alzano, risorse che si esauriscono, guerre e fame che falciano o minacciano centinaia di milioni di persone all'anno...

E se le armi sono inutili l'unica soluzione è lo studio, l'applicazione, la dedizione, l'informazione, la cultura, l'educazione. Un giorno ci saranno grandi cambiamenti che sconvolgeranno il mondo, così come è stato con invenzioni come l'elettricità o il computer, o eventi come le guerre mondiali o la rivoluzione francese. Oggi non possiamo sapere in cosa consisteranno questi cambiamenti che smuoveranno la situazione attuale, né possiamo sapere se saranno in meglio o in peggio, ma possiamo prepararci e preparare le future generazioni con lo studio della storia, della filosofia, della morale, dell'animo e della mente umane, in modo da capire meglio noi stessi e fare quanti meno errori possibili in futuro.

Per adesso comunque, anche in questo mondo marcio, Tripoli resiste ancora.

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